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Tar di Lecce - Permesso a costruire - Inerzia della P.A.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

Lecce - Sezione Terza

ha pronunciato la presente

SENTENZA

Sul ricorso n. 832 del 2011, proposto da: 
- S.S., rappresentato e difeso dagli avv. Valeria Pellegrino e Vittorio Russi, con domicilio eletto presso lo studio della prima, in Lecce alla via Augusto Imperatore 16;

contro

- il Comune di Ostuni, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. Cecilia R. Zaccaria, con domicilio eletto presso lo studio dell’Avv. Angelo Vantaggiato, in Lecce alla via Zanardelli 7;

per l’accertamento

- dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Ostuni in relazione all’istanza di rilascio di permesso di costruire così come reiterata con atto di diffida notificato in data 9 febbraio 2011;

- e per la declaratoria dell’obbligo del Comune di Ostuni di procedere alla finalizzazione del procedimento volto al rilascio del permesso di costruire richiesto.


Visto il ricorso.

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Ostuni.

Visti gli atti della causa.

Relatore alla camera di consiglio del 27 ottobre 2011 il dott. Ettore Manca e uditi gli Avv.ti Pellegrino e Vantaggiato -in sostituzione dell’Avv. Zaccaria.

Osservato quanto segue.


FATTO e DIRITTO

1.- Nell’atto di gravame si espone che:

- con istanza del 18 marzo 2009 il sig. S., proprietario di un terreno in Rosa Marina (Comune di Ostuni), chiedeva il rilascio di un permesso di costruire;

- l’Amministrazione rispondeva con nota in data 22 giugno 2009 dichiarando di attendere il pronunciamento di questo T.a.r. su alcuni ricorsi “che interessano lotti ricompresi nell’ambito della lottizzazione Rosa Marina”.

2.- Veniva dunque proposto, anche a seguito di diffida del 9 febbraio 2011, il ricorso in esame, per i seguenti motivi:

- Violazione dell’art. 2 l. n. 241 del 1990. Violazione dei generali principi di buon andamento dell’azione amministrativa. Violazione dell’art. 97 della Costituzione. Violazione dell’art. 20 d.p.r. n. 380 del 2001.

3.- Seguivano: una nota istruttoria del Comune in data 12 aprile 2011; l’adempimento da parte del ricorrente alle richieste della p.a. (del 17 giugno 2011); una seconda nota istruttoria, del 2 agosto 2011, cui il Sincero ottemperava il successivo 30 agosto.

4.- Alla Camera di consiglio del 27 ottobre 2011 il ricorso veniva introitato per la decisione.

5.- Tanto premesso in fatto, rileva il Collegio che il ricorso è fondato e va accolto nei sensi che di seguito si esporranno.

6.- Circoscritta l’indagine ad una verifica sulla ricorrenza di un obbligo per il Comune di provvedere sulla domanda del ricorrente, l’esame del Tribunale dovrà quindi articolarsi in due momenti:

a) appurare se effettivamente ricorra nel caso in esame un comportamento inerte della p.a.;

b) verificare che lo stesso non sia giustificato dalla manifesta infondatezza dell’istanza predetta: unico limite che la giurisprudenza ravvisa all’obbligo di provvedere dell’Amministrazione, infatti, è quello della manifesta infondatezza -o assurdità, genericità, ecc.- della pretesa del privato.

6.1 Quanto al punto sub a) deve rilevarsi come, allo stato, anche senza considerare le vicende pregresse, non risulta che il Comune, dopo il completamento dell’istruttoria dello scorso 30 agosto 2011, abbia concluso il procedimento amministrativo in oggetto (né che abbia trasmesso gli atti alla competente Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio).

6.2 Quanto al punto sub b), poi, va osservato come le stesse sollecitazioni istruttorie della p.a. escludano di ritenere l’istanza del Sincero manifestamente infondata.

7.- Sulla scorta di questo esposto sub a) e b), e nei limiti appena precisati, il presente ricorso merita dunque accoglimento, conseguendone l’ordine alla Amministrazione intimata di dare corso agli adempimenti fissati nell’art. 146, comma 7, d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, nel termine di giorni 20 dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza.

8.- Le spese di giudizio vanno poste a carico dell’amministrazione soccombente e vengono liquidate nella misura di complessivi euro 2.500, oltre agli accessori di legge.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Sezione Terza di Lecce, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 832 del 2011 indicato in epigrafe, lo accoglie nei sensi indicati in motivazione.

Condanna il Comune di Ostuni al pagamento delle spese processuali, liquidate nella misura di complessivi euro 2.500, oltre agli accessori di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Lecce, nella camera di consiglio del 27 ottobre 2011, con l’intervento dei magistrati:

Rosaria Trizzino, Presidente

Ettore Manca, Consigliere, Estensore

Gabriella Caprini, Referendario

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 11/11/2011

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Novembre 2011 16:12

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