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La sentenza di divorzio tra Albano e Romina

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRlBUNALE DI BRINDISI

- Sezione civile -

composto dai seguenti magistrati:

ha emesso la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al n. 324/2002 R.G. affari contenziosi, vertente

TRA

POWER ROMINA,

difesa e rappresentata dagli avv.ti - Ricorrente

E

CARRISI ALBANO

difeso e rappresentato dagli avv.ti - Resistente

OGGETTO: DIVORZIO CONTENZIOSO

All'udienza del 24 novembre 2010 i procuratori delle parti precisavano le rispettive conclusioni:

l'avv. I, anche in sostituzione dell'avv. , per Power Romina, concludeva nel modo che segue:

1) dare atto che in ordine allo status è già stata pronunciata sentenza parziale di divorzio, passata in giudicato;

2) dare atto che nelle more del giudizio le figlie Cristel e Romina Jr. Carrisi sono diventate maggiorenni e si sono autonomamente costituite nel presente giudizio, con ogni conseguenza di legge, sia in ordine al loro affidamento, sia in ordine al loro mantenimento;

3) disporre che il sig. Albano Carrisi versi in favore della sig.ra Romina Power l'assegno divorzile mensile di €.12.000,00 entro il 5 di ogni mese, rivalutabile annualmente sulla base dell'indice ISTAT;

4) ammettere ove ritenuto necessario le prove come formulate nella memoria ex art. 184 c.p.c. ed in tutti gli scritti difensivi;

5) rigettare ogni istanza ex adverso formulata;

6) condannare il sig. Albano Carrisi alla refusione delle spese di lite in favore della sig.ra Romina Power, con distrazione in favore dei sottoscritti avv.ti che si dichiarano anticipatari;

l'avv. anche in sostituzione dell'avv. per Carrisi Albano, concludeva nel modo che segue:

I) dichiarare definitivamente la cessazione della materia del contendere m ordine all'affidamento delle figlie Cristel e Romina Jr. Carrisi, ormai maggiorenni, confermando la revoca dell'affidamento esclusivo delle stesse alla madre;

2) disporre definitivamente la revoca dell'obbligo di Albano Carrisi di provvedere al mantenimento delle figlie "versando alla sig.ra Power un assegno mensile ~ anticipato di €.4.500,00 di cui €.3.000,00 per Romina JR ed €.1.500,00 per Cristel" dando atto che Albano Carrisi continuerà a provvedere al mantenimento tanto di Cristel che di Romina Jr. secondo le rispettive esigenze e prendendo accordi direttamente con le stesse;

3) dichiarare la sig.ra Romina Power tenuta a contribuire al mantenimento delle figlie Cristel e Romina Jr. nella stessa misura che sarà ritenuta di giustizia;

4) esonerare Albano Carrisi dall'obbligo di corrispondere a Romina Power un assegno divorzile;

5) in ogni caso rigettare la richiesta avversaria di aumento dell'assegno divorzile in favore della sig.ra Power;

6) con vittoria di spese e diritti e onorari di causa.

Il PM. rassegnava per iscritto in data 29/11/2010-3/12/2010 le seguenti conclusioni:

1) dichiarare la cessazione della materia del contendere per la già intervenuta sentenza di divorzio e il raggiungimento della maggiore età delle due figlie;

2) confermare l'obbligo di corresponsione dell'assegno divorzile nella misura attuale;

3) rigettare ogni altra richiesta dalle parti formulata.

FATTO E DIRITTO

Con ricorso depositato in data 5 marzo 2002, Power Romina adiva questo Tribunale al fine di sentire dichiarare la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto in Cellino S. Marco in data 26 luglio 1970 con Carrisi Albano - dal quale si era consensualmente separata giusta decreto di omologa del Tribunale di Brindisi del 3 marzo 2009 - nonché:

1l) affidare in via esclusiva a sè le due figlie minori Cristel e Romina jr;

2) porre a carico del Carrisi un contributo di mantenimento per le figlie di €.12.000,00 mensili oltre all' obbligo del rimborso del 100% delle spese straordinarie;

3) porre a carico del Carrisi l'obbligo di contribuire al mantenimento della moglie versando alla stessa un importo mensile non inferiore ad €. 10.000,00;

4) revocare l'assegnazione della casa coniugale al Carrisi.

Ritualmente costituitosi con deposito degli atti in Cancelleria, Carrisi Albano aderiva alla domanda avversa di cessazione degli effetti civili del matrimonio e al contempo domandava:

1) l'affidamento congiunto delle figlie minori;

2) dare atto che egli contribuirà al mantenimento delle figlie stesse sostenendo integralmente le spese scolastiche nonché quelle mediche straordinarie;

3) dichiarare che la Power non ha diritto alla percezione dell'assegno divorziale;

4) rigettare ogni altra domanda in quanto infondata;

Fallito il tentativo di conciliazione, il Presidente a ciò delegato con ordinanza del 19/7/2002 designava sé medesimo quale giudice istruttore disponendo per il prosieguo del giudizio di merito ed adottava i provvedimenti temporanei e urgenti, prevedendo:

1) l'affidamento della figlia Cristel in modo congiunto ad entrambi i genitori;

2) l'affidamento in via esclusiva alla madre della figlia minore Romina Jr., disciplinando il diritto di visita del padre;

3) l'obbligo per il Carrisi di contribuire al mantenimento delle figlie minori versando alla Power un assegno mensile anticipato di €.4.500,00, di cui €.1.500,00 per Cristel ed €.3.000,00 per Romina Jun, oltre alle spese per rette scolastiche e straordinarie;

4) l'obbligo per il Carrisi al versamento alla Power di un assegno divorziale mensile di €.3.000,00;

5) l'assegnazione della casa coniugale al Carrisi.

Nel corso del giudizio e preliminarmente rispetto alla valutazione delle richieste istruttorie nonché delle richieste di modifica dei provvedimenti presidenziali, le parti all'udienza dell'8/7/2003 precisavano le rispettive conclusioni dinnanzi al giudice istruttore quindi il Tribunale, con sentenza non definitiva n.849/2004, dichiarava la cessazione degli effetti civili del matrimonio, disponendo con ordinanza per il prosieguo del giudizio.

Nelle more interveniva in giudizio ex art. 105 C.p.C. Carrisi Romina Jr., quindi, a seguito del collocamento a riposo del giudice istruttore, con decreto del 16/7/2008 veniva designato altro giudice istruttore dinnanzi al quale all'udienza di comparizione del 28 gennaio 2009, le parti stesse venivano sentite personalmente in ordine alla richieste di modifica dei provvedimenti presidenziali avanzate dal Carrisi ( con ricorsi depositati rispettivamente il 3/12/2002, il 13/2/2004, il 10/10/205 e da ultimo con ricorso depositato il 28/1/2009 ) ed all'esito il g.i. si riservava su tali richieste di modifica, previa assegnazione dei termini di cui all'art. 183, ultimo comma, C.p.C. ( formulazione antecedente alla novella di cui alla legge n.5112006 ).

Con ordinanza depositata il 23 giugno 2009 il g.i. provvedeva nei termini che seguono:

  1. 1)dichiara non luogo a provvedere in ordine alle richieste inerenti all'affidamento delle figlie Cristel e Romina Jr. per essere ormai divenute maggiorenni;
  2. 2)pone a carico del Carrisi l'obbligo di corrispondere un assegno di mantenimento di €. 1.500,00 mensili in favore della figlia Cristel - la quale coabita con il padre -, e di €. 3.000,00 per la figlia Romina Jr., con decorrenza febbraio 2009 e rivalutazione secondo indici 1ST A T dal febbraio 20 l O, mediante bonifico bancario da effettuarsi entro il primo di ogni mese in favore dei conti correnti rispettivamente intestati alle figlie stesse;
  3. 3)3) conferma inoltre l'obbligo del Carrisi di corrispondere in favore della Power un assegno divorzile di €.3.000,00 mensili.

Il giudizio proseguiva attraverso il deposito delle memorie contenenti deduzioni istruttorie, quindi ritenendo il g.i la causa esaustivamente istruita sulla base della documentazione già in atti, all'udienza del 24 novembre 2010 le parti precisavano le rispettive conclusioni come innanzi riportate e previa assegnazione dei termini di cui all'art.190 C.p.C. la causa veniva rimessa al collegio per la decisione.

Va innanzitutto rilevato che il Collegio ritiene di condividere l'ordinanza del g.i. del 23 giugno 2010, posto che nelle more del presente giudizio, entrambe le figlie Cristel e Romina Jr. degli ex coniugi Carrisi e Power, sono divenute maggiorenni e pertanto è cessata ogni materia del contendere circa l'affidamento delle stesse ai genitori.

Tale circostanza comporta altresì la cessazione della materia del contendere in ordine alla domanda avanzata dalla Power di assegnazione della casa familiare, proprio In considerazione del fatto che nessuna delle figlie coabita con la madre ed anzi le parti stesse si sono date atto del fatto che Cristel coabita col padre.

Inoltre, sempre a proposito delle figlie, maggiorenni ma non ancora economicamente autonome, il Collegio giudicante ritiene di dover limitarsi a registrare l'accordo intervenuto tra le parti ali 'udienza del 28/1/2009 in ordine al contributo di mantenimento dovuto dal Carrisi, tanto per il suo ammontare ( che dovrà pertanto essere fissato in €.1.500,00 mensili per la figlia Cristel, la quale coabita con il padre, ed in €.3.000,00 per la figlia Romina Jr., con decorrenza febbraio 2009 ), tanto alle modalità di corresponsione ( da effettuarsi entro il primo di ogni mese mediante bonifico bancario in favore dei conti correnti intestati rispettivamente a Cristell e Romina Jun ).

Passando all'esame della domanda avanzata dalla Power in ordine al riconoscimento dell'assegno divorzile a carico del!' ex marito, domanda contrastata dal Carrisi oltre che nel quantum anche nell'an, ritiene il Collegio giudicante di dover innanzi tutto evidenziare che a norma dell'art. 5, comma 6, l. div., l'assegno divorzile ha natura assistenziale, e si basa sulla contemporanea ricorrenza dei presupposti della "mancanza di mezzi adeguati" e "dell'impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive", incidendo le altre componenti solo sulla misura dell'assegno stesso.

La verifica dell'inadeguatezza dei mezzi e dell'impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive del coniuge che richiede l'assegno divorzile, va effettuata in rapporto ad un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso.

Ritiene in particolare il S.C. che " Presupposto per l'attribuzione dell' assegno di divorzio è la mancata disponibilità, da parte del soggetto istante. di adeguati redditi propri, in/esi come redditi idonei non già a consentire un livello di vira dignitoso. ma ad assicurare il tenore di vita goduto durante il matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito. in caso di continuazione dello stesso () che poteva legittimamente e ragionevolmentefondarsi su aspettative maturate nel corso del rapporto. "( ex plurimis Cass. Civ., Sez. I. del 30 marzo 2012, 11.5177 .

Pertanto, il gap esistente fra le capacità di reddito dei coniugi, rileva, ovviamente, al fine di individuare quale di essi debba essere tenuto alla somministrazione in favore dell'altro nonché sul limite entro il quale lo stesso coniuge obbligato debba essere tenuto al fine di poter garantire all' altro coniuge un tenore di vita tendenzialmente analogo a quello avuto in costanza di matrimonio: al contrario, è privo di rilevanza che il coniuge obbligato abbia, per avventura, incrementato le proprie capacità reddituali rispetto a quelle che aveva in precedenza, laddove la misura dell' assegno già somministrato fosse già stato parametrato a garantire al coniuge beneficiato, le anteriori condizioni di vita.

Va infine evidenziato, sempre in ordine al quantum, che la misura dell'assegno non può prescindere dalle potenziali capacità reddituali del coniuge beneficiato, tanto più se in costanza di matrimonio il tenore di vita della famiglia era detenni nato proprio dall'attività lavorativa di entrambi i coniugi.

Nella fattispecie, il Tribunale ritiene che, anche all' esito dell'espletata attività istruttoria, non vi sia motivo alcuno di modificare sul piano dell'an e del quantum dell'assegno divorzile, la misura già fissata nel provvedimento presidenziale e confermata dal g.i., essendo stata operata in tali sedi una oculata ed equa valutazione del gap fra le rispettive capacità reddituali, sia effettive e concrete che potenziali, tenuto conto dell'incidenza che l'apporto lavorativo di ciascuno sino a quel momento aveva avuto sul tenore di vita dei coniugi.

E' in particolare condivisibile nella determinazione già operata dal Presidente - e ribadita dal g.i. in €.3.000,00 della misura dell'assegno di mantenimento dovuto dal Carrisi, la valutazione secondo la quale tale importo di per sé solo non avrebbe potuto garantire alla Power un tenore di vita analogo a quello precedente, ma tenuto conto della capacità di reddito sino ad allora dimostrata dalla beneficiata, tale importo rappresenta la differenza sufficiente a colmare il gap rispetto alle precedenti condizioni di vita.

In tale ottica va infatti rilevato che non pare allo stato che le potenzialità reddituali attribuite alla Power si siano rivelate fallaci, posto che questa ha mantenuto negli anni pressoché inalterata la propria celebrità presso il pubblico, almeno quanto l'ex marito: né, può farsi dipendere dalle - sebbene legittime - scelte più o meno selettive operate da ciascuno in termini di partecipazione a spettacoli televisivi, films o manifestazioni artistiche in genere, la circostanza secondo la quale i redditi effettivamente prodotti abbiano avuto una eventuale contrazione rispetto a quanto fosse lecito attendersi.

Al pari, nessun rilievo può assumere in questo giudizio l'assetto dei rapporti patrimoniali che i due si erano dati in epoca addirittura precedente alla loro separazione, se non al limitato fine di individuare chi dovesse essere il coniuge obbligato e chi quello beneficiato tenuto conto dei patrimoni che i coniugi avevano al momento della separazione.

Peraltro, nella determinazione dell'assegno di mantenimento, in termini perequativi rispetto al precedente tenore di vita e alle effettive capacità di contribuzione del coniuge tenuto, deve altresì tenersi conto del fatto che il Carrisi risulta tutt' ora gravato dell'obbligo di mantenimento delle figlie Cristell e Romina Jr. per €.4.500,00 mensili, elemento di cui necessariamente tener conto al fine di valutare anche per quest'ultimo il diritto a conservare l'anteriore tenore di vita.

Deve ritenersi tuttavia che allo stato degli atti, emerge senza dubbio alcuno che il Carrisi abbia oggettivamente ed in concreto una capacità reddituale superiore a quella della ex coniuge, il che comporta non soltanto il riconoscimento dell'obbligo di corresponsione di un assegno divorzile in favore della Power, ma altresì che sia individuato proprio nel Carri si il genitore tenuto al mantenimento mediante corresponsione diretta, delle figlie maggiorenni e non ancora economicamente indipendenti.

Per tutte le ragioni che precedono mentre va dichiarata la cessazione della materia del contendere in ordine all'affidamento dei figli siccome non più minori, nonché in ordine all'assegnazione della casa familiare ( essendo pacifico fra le parti che nessuna di esse coabiti con la madre Romina Power ) nonché in ordine alla domanda della Power tesa ad ottenere le somme già dovute dal Carrisi a titolo di contributo di mantenimento delle figlie Cristel e Romina Jr., va riconosciuto che il Carrisi è tenuto al mantenimento delle stesse mediante corresponsione diretta rispettivamente della somma di €.1.500,OO - atteso lo stato di coabitazione col padre - in favore di Cristel ed €.3 .000,00 in favore di Romina Jr., nonché a corrispondere alla Power l'assegno divorzile nella misura di €.3.000,00 mensili.

Quanto alle spese di lite, il Collegio, in considerazione della natura e dell'esito del giudizio, ritiene di compensarle integralmente.

P.Q.M.

Il Tribunale, Sezione Civile, definitivamente decidendo in ordine al ricorso proposto il 3-11-2004 da Romina Power nei confronti di Carrisi Albano, così provvede:

l) dichiara cessata la materia del contendere circa l'affidamento delle figlie Cristel e

Romina Jun per essere divenute maggiorenni nonché in ordine ad ogni pretesa avanzata dalla

Power in ordine alla mancata corresponsione dell'assegno di mantenimento già previsto per

le figlie stesse e della casa familiare;

2) dispone che Carrisi Albano è tenuto a corrispondere alle figlie Cristel e Romina Jun maggiorenni ma non ancora economicamente autosufficienti, un contributo di mantenimento che viene fissato in €.1.500,00 mensili per la figlia Cristel, la quale coabita con il padre, ed in €.3.000,00 per la figlia Romina Jr., con decorrenza febbraio 2009, da effettuarsi entro il primo di ogni mese mediante bonifico bancario in favore dei conti correnti intestati rispettivamente a Cristel e Romina Jun;

3) pone a carico di Carrisi Albano l'obbligo di versare a Power Romina la somma mensile di €.3.000,00, a titolo di assegno divorzile, da rivalutarsi annualmente secondo gli indici Istat;

4) compensa integralmente tra le parti le spese di lite.

Così deciso nella Camera di Consiglio della Sezione Civile del T

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