Articoli&Commenti

20Ottobre2017

 117 visitatori online

Cerca Sentenze

Sito aggiornato:Venerdì 21 Luglio 2017, 07:01

SENTENZE PER TUTTI

 up direction
 down direction

Esami di Avvocato – Valutazione negativa espressa in termini numerici

  • PDF


Ma i pareri pro veritate che il ricorrente ha addotto quali elementi di prova non sono affatto convincenti nella direzione del clamoroso errore valutativo della commissione di esame.

 

Tar di Lecce - Sentenza n. 1591 del 9 settembre 2011

 


IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

Lecce - Sezione Prima

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1429 del 2009, proposto da:
F.Z., rappresentato e difeso dagli avv. Antonio P. Nichil, Irene Petrarca, con domicilio eletto presso Antonio P. Nichil in Lecce, viale Leopardi, 151;  

contro

Ministero della Giustizia, Commissione Esami Avvocato Corte Appello Lecce, Commissione Esami Avvocato Corte Appello Reggio Calabria, Sottocommissione Esami Avvocato c/o Corte Appello Reggio Calabria, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale Stato, domiciliata per legge in Lecce, via F.Rubichi 23;  

per l'annullamento

dell'attribuzione - da parte della IV Sottocommissione per l'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione forense, sessione 2008, istituita presso la Corte d'Appello di Reggio Calabria: alla prova scritta in materia di diritto civile del punteggio di 25; alla prova scritta in materia di diritto penale del punteggio di 27; alla prova scritta consistente nella redazione di un atto giudiziario in materia di diritto amministrativo del punteggio di 25; del verbale della suddetta commissione esaminatrice n. 14/4 del giorno 22 maggio 2009; della graduatoria degli ammessi alla prova orale pubblicata presso la Corte d'Appello di Lecce in data 24 giugno 2009, nella parte in cui non riporta tra gli stessi il nome del ricorrente; dei criteri di valutazione delle prove scritte del 18 dicembre 2008, predisposti dalla Commissione Centrale per l'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione forense;.

Visto il ricorso con i relativi allegati; 

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero della Giustizia e di Commissione Esami Avvocato Corte Appello Lecce e di Commissione Esami Avvocato Corte Appello Reggio Calabria e di Sottocommissione Esami Avvocato c/o Corte Appello Reggio Calabria;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 12 maggio 2010 il dott. Carlo Dibello e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO 

Il ricorrente ha partecipato alla sessione degli esami di abilitazione all’esercizio della professione di Avvocato per l’anno 2008, indetta con d.m. 22 luglio 2008, presso la Corte di Appello di Lecce , sostenendo le relative prove scritte.

Una volta appresa la mancata inclusione del suo nominativo tra quelli dei candidati ammessi a sostenere le successive prove orali, il ricorrente ha effettuato accesso agli atti e ha così potuto sapere di avere conseguito il complessivo punteggio di 77/150, avendo riportato , nelle tre prove scritte, il voto di 25/50, per la prova di diritto civile; 27/50 per il parere in materia penale;25/50 per l’atto giudiziario in materia di diritto amministrativo.

La sottocommissione esaminatrice ha formulato i giudizi negativi sopra ricordati in termini esclusivamente numerici ,non essendo rintracciabile alcuna correzione o nota integrativa della motivazione numerica attribuita agli elaborati.

In vista della udienza pubblica di trattazione del merito della controversia, il ricorrente ha, così, portato all’attenzione di giuristi esperti nelle materie oggetto di prova scritta i propri elaborati , ricevendone la stesura di pareri pro veritate, dal cui esame si desumerebbe che la Commissione sarebbe incorsa in un errore di valutazione .

L’interessato si rivolge al TAR al quale prospetta la illegittimità delle valutazioni espresse nei suoi riguardi sotto numerosi profili che, tuttavia, possono racchiudersi nella violazione dell’obbligo di motivare il provvedimento, di cui all’art 3 della legge 241/90, e nella violazione delle norme che disciplinano l’attività valutativa della commissione di esame sotto i profili: della necessità di specificare i criteri di valutazione delle prove; della esigenza di assicurare congruità nei tempi di correzione dei singoli elaborati; della esigenza di garantire la presenza, all’ interno della commissione, di un docente universitario, della esigenza di conformare l’attività valutativa ai criteri precedentemente predeterminati a livello ministeriale

Si sono costituiti in giudizio il Ministero della Giustizia, la Commissione esami per avvocato, sessione 2008/2009 presso la Corte di Appello di Lecce, la IV sottocommissione esami per avvocato, sessione 2008/2009, presso la Corte di Appello di Reggio Calabria per resistere al ricorso del quale hanno chiesto il rigetto nel merito.

La controversia è passata in decisione alla udienza pubblica del 12 maggio 2010

DIRITTO

Il ricorso è infondato. 

La Sezione si è più volte pronunciata sulla questione della sufficienza/legittimità o meno di un giudizio avente ad oggetto prove scritte sostenute in occasione di esami di abilitazione per l’accesso alla professione forense, il quale sia formulato in termini meramente numerici.

Sotto tale riguardo, la giurisprudenza salentina ha da tempo aderito alla tesi secondo la quale siffatto giudizio non può essere espresso esclusivamente in forma numerica .

La motivazione di una prova di esame espressa in forma numerica viola l’art 3 della legge 241 del 1990 non essendo ravvisabile alcuna plausibile ragione logica per ritenere che l’obbligo di motivare il provvedimento amministrativo- dalla norma richiamata disciplinato compiutamente-. non si estenda anche al giudizio devoluto alle commissioni di esame, il quale partecipa senz’altro della natura di provvedimento amministrativo, trattandosi di atto idoneo a manifestare all’esterno la volontà dell’amministrazione che ha indetto la prova di esame e, dunque, idoneo a rappresentare la volontà della p.a. di settore di provvedere .

La tesi in esame risulta rafforzata se si considerano almeno due ulteriori argomenti:

a)l’art 3, comma 1 stabilisce espressamente che “ ogni provvedimento amministrativo , compresi quelli concernenti l’organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal comma 2”. La previsione colloca lo svolgimento dei pubblici concorsi – e degli esami di abilitazione, che, sul piano della operazione squisitamente valutativa non si allontanano dai concorsi pubblici - entro l’area di operatività dell’obbligo di motivazione;

b) le aree di esenzione dall’obbligo di motivazione sono specificamente individuate dal comma 2 dell’art 3 e concernono, com’è noto, gli atti normativi e quelli a contenuto generale

Il Tar Lecce ha, peraltro, più volte aderito ad una opzione ermeneutica , per così dire, temperata riversando sulla parte ricorrente l’onere di introdurre nel processo elementi di natura indiziaria capaci di fare luce sull’eventuale errore valutativo nel quale sia incorsa la Commissione giudicatrice.

Si è ritenuto, più in particolare, che il ricorrente sia legittimato a produrre pareri pro- veritate, e cioè opinioni che , per il fatto di essere formulate da esperti giuristi chiamati a pronunciarsi in ordine alla bontà degli elaborati confezionati dall’interessato, possano entrare a far parte del materiale probatorio che il giudice utilizza per formare il suo convincimento sul caso concreto.

Proseguendo su detto ordine di argomentazioni, si ricorda che solo quando i pareri fanno registrare un considerevole discostamento dal giudizio espresso dalla commissione di esame , è logicamente sostenibile la tesi dell’errore valutativo della stessa commissione.

Se, infatti, un'unica prova di esame è stata valutata in maniera radicalmente diversa da un esperto di diritto ciò significa che il margine di errore accertato nel caso concreto è così rilevante da evidenziare la irragionevolezza della valutazione espressa dalla commissione .

Sennonchè, nel caso che ci occupa, i pareri pro veritate che il ricorrente ha addotto quali elementi di prova non sono affatto convincenti nella direzione , sopra ricordata , del clamoroso errore valutativo della commissione di esame .

Solo il parere avente ad oggetto la prova processuale contiene un giudizio di superamento della soglia di sufficienza dell’elaborato in termini di 35/50; laddove sia in materia di diritto civile che in materia di diritto penale non si colgono espressioni letterali capaci di sovvertire radicalmente il giudizio espresso dalla Commissione di esame .

In questa prospettiva, si osserva che il giudizio di piena sufficienza per la prova di diritto civile e quello di insussistenza di elementi che corroborino la valutazione di insufficienza , per il diritto penale , non hanno alcuna capacità dimostrativa di un errore valutativo della commissione di esame ma finiscono con il collocare le prove sostenute dal ricorrente in un’area non lontana dalla valutazione espressa dalla commissione di esame.

In definitiva, il ricorso non può essere accolto .

Le spese possono essere compensate .

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, sezione Prima di Lecce, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo respinge.

Spese compensate .

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 12 maggio 2010 con l'intervento dei Signori:

Carlo Dibello, Presidente FF, Estensore

Massimo Santini, Referendario

Claudia Lattanzi, Referendario

IL PRESIDENTE, ESTENSORE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 09/09/2011

(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)

IL SEGRETARIO



 

Pubblicità

 

 

magiada1

 

 

ediltrulli

 

 

       

Per la tua pubblicità su questo sito

Omnibus Italia srl

393 2667877