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Allagamento a causa dell’inefficiente ed inadeguato sistema di raccolta e deflusso delle acque meteoriche e dell’errato sistema di areazione della banca

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Concorso alla causazione dell'allagamento del locale interrato : il Comune di Lecce per non aver previsto, progettato e realizzato in zona un sufficiente ed adeguato sistema di raccolta e deflusso delle acque meteoriche, la D. B. s.p.a. per aver adottato un sistema di aerazione non adatto alla zona in questione, tradottosi nella modifica del piano di calpestio del marciapiede comunale e nella posa in opera di griglie in luogo della precedente copertura in vetroresina.

Tribunale di Lecce - I Sezione Civile - Sentenza n. 1972 del 14 ottobre 2011

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale di Lecce, I Sezione Civile, in composizione monocratica

in persona del Giudice Onorario Avv. Silvia Rosato,

ai sensi dell'art. 281sexies c.p.c. ha pronunziato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al n. 122/1999 r.g. ex Pretura Circondariale di Lecce

TRA

P. G., rappresentato e difeso dall'Avv. Riccardo Marzo come da mandato in atti, attore

E

COMUNE DI LECCE, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall'Avv. Maria Luisa Novembre come da mandato in atti, convenuto

NONCHE'

D. B. s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'Avv. Alberto Brudaglio come da mandato in atti, ulteriore convenuta

avente ad oggetto: risarcimento danni

Conclusioni delle parti: nell'udienza del 14.10.2011 sono state definitivamente precisate le conclusioni nei termini di cui in verbale.

Fatto e diritto

Con atto del 02.01.1999, ritualmente notificato, P. G. ha convenuto in giudizio dinanzi all'allora Pretura Circondariale di Lecce il Comune di Lecce e la D. B. s.p.a. chiedendo:

1) accertarsi e dichiararsi che entrambi avevano concorso a provocargli i danni derivatigli dagli allagamenti del locale di sua proprietà sito in Lecce al piano interrato del Condominio a seguito delle abbondanti piogge meteoriche cadute nella notte fra il 2 e il 3 di ottobre 1993 e nella giornata del 08.0.1996;

2) per l'effetto, pronunciarne condanna in solido al relativo risarcimento in suo favore, nella misura di E. 50.000.000, oltre rivalutazione e interessi dalla notifica dell'atto di citazione al saldo;

3) con vittoria di spese e competenze di giudizio, da maggiorarsi di accessori come per legge.

Costituitisi in giudizio con separate comparse depositate nell'udienza del 24.03.1999, il Comune di Lecce e la D. B. s.p.a. hanno negato ogni responsabilità per i fatti dedotti; il primo ha inoltre in via preliminare eccepito l'intervenuta prescrizione del diritto azionato e la carenza di legittimazione passiva in capo all'Ente; entrambi hanno concluso per il rigetto di ogni domanda risarcitoria rivolta nei loro confronti e per la condanna dell'attore al pagamento delle spese di lite.

Escussi i testi ammessi; disposta ed espletata consulenza tecnica d'ufficio; sulle conclusioni rassegnate nell'udienza del 03.12.2010 la causa è stata trattenuta in decisione, con termini per il deposito di note conclusionali e di replica.

Dispostane la rimessione sul ruolo onde avvalersi delle tecniche di redazione e pubblicazione delle sentenze di cui all'art. 281sexies c.p.c., nell'udienza del 14.10.2011, all'esito della discussione, il Tribunale ha pronunciato sentenza, dandone lettura in udienza.

Preliminarmente va disattesa l'eccezione di prescrizione avanzata dall'Ente convenuto.

Nel fascicolo di parte attoreo v'è infatti copia delle missive raccomandate a.r. del 13.06.1994 con le quali P. G. ha formulato richiesta di risarcimento sia nei confronti del Comune di Lecce che dell'allora Banca d'America e d'Italia per i danni sofferti per l'episodio alluvionale del 2 - 3 ottobre 1993, interrompendo il decorso del termine quinquennale di prescrizione che, pertanto, alla data di notifica dell'atto introduttivo del presente giudizio, non risultava ancora integralmente spirato.

Nel merito, dalle deposizioni rese dai testi escussi in giudizio, dal verbale dei Vigili del Fuoco relativo all'intervento per l'episodio alluvionale del 2 - 3 ottobre 1993 e dalla relazione dell'Ufficio tecnico del Comune di Lecce risulta che nella zona ove è ubicato il locale dell'attore, depressa rispetto a quelle circostanti, la rete fognaria era insufficiente, tant'è che, a diversi anni di distanza l'EAAP ebbe a operarne dei potenziamenti; dalla c.t.u. disposta in corso di giudizio si ricava altresì che, almeno sino al 1999, la capacità della rete fognaria della zona indagata è stata superata ogniqualvolta le precipitazioni hanno ecceduto i 79 - 8 mm di pioggia nelle 24 ore.

Di contro, non è emerso alcun elemento o informazione in ordine allo stato di manutenzione e pulizia delle imboccature e delle condutture fognarie dell'epoca.

Ancora, in giudizio non risulta contestato che la D. B. avesse posto in opera delle griglie in ferro, in sostituzione delle coperture in vetroresina o vetrocemento dei vani interrati di sua proprietà corrispondenti al piano di calpestio del marciapiede comunale.

Orbene, dal verbale dei Vigili del Fuoco e dall'elaborato del Consulente d'ufficio nominato in corso di causa (le cui risultanze e conclusioni questo Giudicante ritiene di condividere in quanto rigorosamente e logicamente argomentate e frutto di accurate indagini scientifiche e ai cui schemi planimetrici si fa rinvio per l'individuazione della distribuzione degli spazi al piano interrato del Condominio) si evince che in occasione dell'allagamento del 1993 la zona garage - area di manovra e la zona Banca - corridoio centrale dell'attore hanno formato due compartimenti non comunicanti; si ricava altresì che, stante lo sfondamento delle pareti per l'azione delle acque, nella proprietà P. l'acqua è pervenuta principalmente dal corridoio condominiale, a sua volta allagato dai locali della Banca dopo il cedimento della prima parete e solo in parte direttamente dalla strada; si deduce altresì che, in occasione del medesimo allagamento, la maggiore quantità d'acqua penetrata dalla strada nei locali interrati della Banca (sopraelevati di 1,10 metri rispetto al garage) si era infiltrata attraverso la via che naturalmente offriva minore resistenza, ovvero dalle griglie di areazione poste in opera dalla D. B.

Al riguardo, dalla consulenza d'ufficio si ricava che il rilascio del certificato di prevenzione incendi, ove richiesto - in relazione a specifiche attività da svolgersi all'interno di locali interrati - presuppone l'esistenza della 'aerazione naturale per lo smaltimento del calore e dei fumi in caso di incendio dai diversi compartimenti di attività; nella stesso elaborato è tuttavia precisato che per 'aerazione naturale non si intendono solo le aperture verso l'ambiente esterno, ma anche l'uso di equivalenti dispositivi di ventilazione ai fini antincendio, come camini o altri sistemi meccanici d'estrazione conformi alla UNI VVF 9494 e che, pertanto, l'utilizzo delle griglie ai fini dell'areazione dei locali interrati della Banca, lungi dall'essere imposta dalle normative sanitarie e antinfortunistiche, è stata una scelta del tecnico di fiducia della stessa Banca, tant'è che in seguito esse vennero nuovamente sostituite con il vetrocemento.

Pertanto, entrambi i convenuti deve ritenersi abbiano concorso alla causazione dell'allagamento del locale interrato dell'attore in occasione dell'evento alluvionale del 2 - 3 ottobre 10993; il Comune di Lecce per non aver previsto, progettato e realizzato in zona un sufficiente ed adeguato sistema di raccolta e deflusso delle acque meteoriche, la D. B. s.p.a. per aver adottato un sistema di aerazione non adatto alla zona in questione, tradottosi nella modifica del piano di calpestio del marciapiede comunale e nella posa in opera di griglie in luogo della precedente copertura in vetroresina.

Pertanto, entrambi vanno condannati a risarcire, in solido, i danni sofferti nell'occorso da P. G.

In proposito, in giudizio non è stata raggiunta idonea e convincente prova dei danni occorsi ai materiali contenuti nel sottonegozio dell'attore; dalle fatture in atti e dalle testimonianze rese si può ricavare soltanto che i materiali ivi descritti erano stati acquistati da P. G., ma non che si trovassero all'interno del locale interrato al momento dell'evento alluvionale, o che quanto vi si trovasse corrispondesse per quantità, qualità e tipo a quanto risultante dalle fatture.

Né sono stati depositati in atti l'inventario fiscale della merce in deposito, ricevute di avvenuto smaltimento a discarica della merce rimossa, documentazione fotografica della merce inutilizzabile o danneggiata che consenta di collegarla a quella indicata nelle fatture; e nemmeno nell'accertamento tecnico preventivo v'è menzione di tale merce, né delle condizioni in cui si trovasse.

Di contro, dallo stesso elaborato si ricava che in conseguenza del medesimo evento alluvionale l'immobile attoreo ha riportato lo sfondamento di una porzione di muratura, il danneggiamento di alcune parti di intonaco e delle pitturazioni e il deterioramento dell'impianto elettrico; quanto ai costi alla data odierna per il relativo ripristino appaiono congrue ed eque le valutazioni fattene dal c.t.u. rispettivamente in Euro 6.000,00 oltre Iva per i lavori edili e in Euro 3.500,00 oltre Iva per l'impianto elettrico.

Va pertanto pronunciata condanna dei convenuti al pagamenti di tali importi in favore dell'attore a titolo di risarcimento dei danni dallo stesso sofferti in conseguenza dell'evento alluvionale del 2 - 3 ottobre 1993.

Per l'allagamento del 1996 non v'è in atti alcun elemento oggettivo per verificarne le modalità, l'entità o la provenienza; non è indicato quando le grate sono state nuovamente sostituite con il vetrocemento, non vi sono elementi per affermare che l'acqua sia penetrata nuovamente dai locali della Banca; non sono documentati o dimostrati nuovi cedimento delle pareti, non sono stati prodotti verbali di intervento dei Vigili del Fuoco, né il c.t.u. ne ha rivenuto presso gli archivi del Comando provinciale di Lecce, sicchè la domanda attorea, in parte qua, non può trovare accoglimento.

Le spese e competenze di lite seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.

P. Q. M.

Il Tribunale di Lecce, I sezione Civile, in composizione monocratica in persona del Giudice Onorario Avv. Silvia Rosato, definitivamente pronunciando sulle domande proposta da P. G. nei confronti del Comune di Lecce e della D. B. s.p.a. con atto di citazione del 02.01.1999, così provvede:

l) dichiara che entrambi i convenuti hanno concorso a provocare i danni derivati all'attore in occasione dell'evento alluvionale del 2 - 3 ottobre 1993;

2) conseguentemente, condanna i convenuti in solido a risarcire l'attore di tali danni, nella misura di Euro 6.000,00 oltre Iva per i lavori edili necessari per il ripristino del suo immobile e di Euro 3.500,00 oltre Iva per la sistemazione dell'impianto elettrico;

3) pone definitivamente a carico dei convenuti in solido le spese e competenze della consulenza tecnica d'ufficio disposta in corso di causa, condannandoli a rimborsare all'attore quanto a tale titolo da esso anticipato;

4) condanna i convenuti in solido al pagamento in favore dell'attore delle spese e competenze di giudizio, che liquida in complessivi Euro 6.303,03, di cui Euro 903,03 per esborsi, Euro 2.900,00 per diritti ed Euro 2.500,00 per onorari, oltre rimborso forfettario, CAP e Iva come per legge sulle voci soggette.

Esecutività come per legge.

Così deciso e letto in udienza ex art. 281sexies c.p.c. in Lecce, addì 14.10.2011

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