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Adeguamento caratteri sessuali - Trattamento medico-chirurgico

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Il percorso psicoterapico seguito con costanza, le terapie ormonali praticate con successo e la matura gestione del disagio sociale conseguente a tale processo di cambiamento confermano la necessità di una riassegnazione chirurgica di sesso del ricorrente.

Tribunale di Lecce - Sezione Civile - Sentenza n. 1754 del 20 Luglio 2011


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale civile di Lecce - Seconda Sezione civile - nella persona dei sigg. giudici

Dott.Giovanni ROMANO - presidente est.

Adele FERRARO - giudice -

Paolo MORONI - giudice

ha pronunciato all'esito della camera di consiglio del 20/7/2011 la seguente

SENTENZA

nel procedimento civile iscritto al n. 1838 del ruolo generale dell'anno 2010, avente ad oggetto: rettificazione di attribuzione di sesso;

promosso da

F.A., rapp.to e difeso dall'avv. Cosimo Castrignanò, giusta procura apposta a margine del ricorso introduttivo del giudizio;

- ricorrente -

contro

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI LECCE

resistente -

e

COMUNE DI SANNICOLA,

resistente, contumace

Conclusioni:

All'udienza del 13.7.2011 il procuratore del ricorrente chiedeva accogliersi la domanda di

Il Pubblico Ministero ha così concluso: "parere favorevole".

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso depositato il 31.3.2010, F.A. esponeva che, sin dalla tenera età, aveva manifestato disturbi inerenti la propria personalità, identificandosi persistentemente con il sesso opposto, dimostrando estraneità verso il proprio sesso e ruolo sessuale;

che, nel settembre 2007, si era rivolto al Day Hospital per i Disturbi dell' identità di genere presso il Policlinico di Bari al fine di intraprendere un percorso propedeutico all'intervento di riassegnazione chirurgica di sesso da maschile a femminile;

che, in esito a detto percorso, il prof. Orlando Todarello, direttore della "Clinica psicosomatica e dei comportamenti sessuali" aveva concluso che "il paziente è completamente intento a realizzare il proprio desiderio di affrontare la vita come un esponente dell' altro sesso" e che "il lavoro psicoterapeutico ha in conclusione confermato l'esigenza di una rassegnazione chirurgica del sesso rispetto alla quale le aspettative del soggetto sono sufficientemente realistiche".

Tanto premesso, il F. chiedeva al Tribunale l'autorizzazione ad effettuare il trattamento medico-chirurgico necessario all'adeguamento dei suoi caratteri sessuali.

All'udienza del 16.3.2011, il ricorrente, comparso di persona, reiterava tale istanza, precisando che viveva come se fosse donna, presentandosi con il nome di "S.".

Sulle conclusioni precisate come in atti, la causa è stata trattenuta in decisione.

Il p .M. ha concluso per l'accoglimento della domanda.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Rileva il Tribunale che la domanda merita accoglimento.

Invero, come attestato dalla certificazione medica rilasciata dal prof. Orlando Todarello, direttore del "Centro Universitario di Clinica psicosomatica e dei comportamenti sessuali" dell'Università di Bari, il ricorrente è affetto da "<disturbo Identità di Genere> seguendo i criteri diagnostici del DSM IV ... ",

La diagnosi è stata elaborata, in esito ad accurati accertamenti effettuati presso una struttura altamente qualificata.

Nella relazione dal prof. Orlando Todarello si legge, in particolare, che il ricorrente è pienamente consapevole del significato e degli effetti correlati alla sua scelta di rassegnazione, che, quindi, "il paziente è completamente intento a realizzare il proprio desiderio di affrontare la vita come un esponente dell’ altro sesso" e che "il lavoro psicoterapeutico ha in conclusione confermato l'esigenza di una rassegnazione chirurgica del sesso rispetto alla quale le aspettative del soggetto sono sufficientemente realistiche" .

Per il tipo di disturbo in questione, il F., che ha seguito il prescritto percorso psico­terapeutico, aspira -come riaffermato anche nel corso dell'udienza 16.3.2011- all' adeguamento dei suoi caratteri sessuali, da realizzarsi mediante un trattamento medico-chirurgico, necessario a consentirgli una piena tutela del suo equilibrio e la corretta esplicazione della sua personalità in ambito privato e sociale, trattamento a cui dovrà conseguire la necessaria rettificazione di attribuzione del sesso nei Registri di Stato Civile.

D'altra parte, sulla base delle risultanze della menzionata relazione (la cui indubbia valenza scientifica rende pienamente attendibili le innanzi richiamate conclusioni e, quindi, esonera il Tribunale dal disporre una c.t.u. nell'ambito del presente giudizio), può ritenersi acquisito che il F., già a partire dall'adolescenza, abbia vissuto la propria maturazione sessuale come non adeguata.

Tale confronto ha consentito al ricorrente -che ha ormai 28 anni- di maturare una piena consapevolezza circa l'incongruenza tra il suo corpo ed il vissuto d'identità sperimentato, cosi da consentirgli di abbracciare, con piena consapevolezza, il progetto di modifica della sua identità.

Il percorso psicoterapico seguito con costanza, le terapie ormonali praticate con successo e la matura gestione del disagio sociale conseguente a tale processo di cambiamento, così come attestate dalla certificazione innanzi indicata, confermano la necessità di una riassegnazione chirurgica di sesso del ricorrente, da autorizzarsi con la presente sentenza.

Va, invece, rigettata, allo stato, la domanda formulata dal ricorrente tesa a ottenere l'ordine per l'Ufficiale di Stato Civile del Comune di Sannicola di rettificare l'atto di nascita, con l'attribuzione al F. del sesso femminile.

Infatti, l'art. 3 L. Legge 14 aprile 1982, n. 164 dispone che "Il tribunale, quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico­chirurgico, lo autorizza con sentenza.

In tal caso il tribunale, accertata la effettuazione del trattamento autorizzato, dispone la rettificazione in camera di consiglio".

Ne discende che la rettificazione può essere disposta solo dopo che sia stata "accertata la effettuazione del trattamento autorizzato", presupposto, allo stato, evidentemente non sussistente.

Quanto alle spese, in ragione della natura della controversia e della condotta processuale delle parti, ricorrono giusti motivi per una compensazione per intero delle stesse.

P. Q. M.

Il Tribunale,

definitivamente pronunciando sulla domanda proposta, con ricorso depositato il 31.3.2010, da F.A., cosi provvede:

1) autorizza F.A., , ad effettuare il trattamento medico-chirurgico necessario all'adeguamento dei suoi caratteri sessuali;

2) rigetta la domanda di rettifica dell'atto di nascita;

3) dichiara interamente compensate tra le parti le spese del giudizio.

Lecce, 20 luglio 2011

 

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