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La fideiussione su un mutuo bancario stoppa il fondo patrimoniale

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L'atto di costituzione del fondo patrimoniale, anche quando é posto in essere dagli stessi coniugi, costituisce un atto a titolo gratuito che può essere dichiarato inefficace nei confronti del creditore, qualora ricorrano le condizioni di cui al n. 1 dell'art. 2901 cod. civ..

Tribunale di Milano - Sezione Seconda Civile - Sentenza del 14 aprile 2011

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI MILANO

SECONDA SEZIONE CIVILE

nella persona del Giudice monocratico dott.ssa Caterina Macchi, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella controversia di primo grado iscritta al n. 69208/08 R.G.L., promossa da:

B.P. soc. coop. a r.l., in persona del legale rappresentante Prof. Dott. R.B. rappresentata e difesa dall'avv. A.F., presso il cui Studio in Milano, via (...) è elettivamente domiciliata per delega a margine dell'atto di citazione

- attrice -

e da

C. S.p.A. in persona del legale rappresentante dott. B.M., rappresentata e difesa dall'Avv. M.F. e dall'Avv. E.F., presso il cui studio sito in Milano, via (...), è elettivamente domiciliata

- intervenuta -

Contro

G.M. e M.B., rappresentati e difesi dall'avv. E.C., del Foro di Milano, presso il cui Studio in Milano viale (...), sono elettivamente domiciliati, per delega in calce alla memoria

- convenuti -

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con atto di citazione notificato il 14.10.2008, la B.P. s.c. a r.l.(B.) conveniva in giudizio i sigg.ri M.B. e G.M. per ottenere la declaratoria di inefficacia nei propri confronti, ex art. 2901 c.c., dell'atto di costituzione di un fondo patrimoniale, avente ad oggetto un immobile di proprietà dei coniugi sito in Muggiò. Tale atto, secondo l'attrice, avrebbe diminuito la possibilità di soddisfacimento del proprio credito sorto in conseguenza della fideiussione (per l'importo di Euro 100.000,00) prestata dai convenuti a favore dell'esponente.

I convenuti, costituitisi in prima udienza, chiedevano il rigetto delle domande di controparte, sostenendo che la costituzione del fondo patrimoniale (a tutela dei bisogni della famiglia e in particolare della figlia minore dei coniugi) era intervenuta prima del sorgere del debito dei coniugi in virtù della fideiussione prestata.

In data 12.5.2009 interveniva volontariamente C. S.p.A. la quale chiedeva la declaratoria ex art. 2901 cc, di inefficacia dell'atto di costituzione del medesimo fondo patrimoniale nei propri confronti.

L'intervenuta sosteneva di essere creditrice della società I. S.r.l. per la somma di Euro 393.586,67 e che il sig. M., amministratore e legale rappresentante di tale società, aveva prestato fideiussione "a prima richiesta" a favore di C. fino alla concorrenza dell'importo di Euro 400.000. Produceva copia di decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo n. 4499/08 emesso in data 5.12.08 dal tribunale di Reggio Emilia nei confronti di I. S.r.l. e del sig. M. e relativo atto di precetto, entrambi notificati validamente il 10.1.2009.

Il Giudice, all'udienza del 12.6.2009, respinte le domande istruttorie delle parti e ritenuta la causa matura per la decisione, fissava udienza di precisazione delle conclusioni; a tale udienza il giudice tratteneva la causa per la decisione, fissando termini di legge per deposito di memorie conclusionali e repliche.

Le domande dell'attrice e dell'intervenuta sono fondate e devono pertanto trovare accoglimento in virtù dei motivi di seguito esposti.

Quanto alle domande svolte dalla attrice B., deve preliminarmente osservarsi che il diritto di credito vantato nei confronti di entrambi i convenuti risulta essere sorto anteriormente all'atto di costituzione del fondo patrimoniale.

L'attrice concedeva facilitazioni creditizie alla X. S.r.l. in data 5.7.07 (doc. 1 attrice) per complessivi Euro 100.000 (di cui 20.000 sul c/c ordinario n. (...) e Euro 80.000,00 sul conto anticipi fatture n. (...), entrambi intestati a X. S.r.l.); nella medesima data veniva rilasciata la fideiussione già menzionata (doc. 2 parte attrice), dai convenuti e dalla sig.ra F.M. (sorella del convenuto, oltre che Amministratrice Unica e soda al 45% della X. S.r.l.) fino all'importo di Euro 100.000,00. L'atto di costituzione del fondo patrimoniale dei convenuti veniva invece sottoscritto in data 29.7.2008 e trascritto in data 25.8.2008.

Secondo l'orientamento costante della Suprema Corte (tra le più recenti Cass. Civ. 8680/2009) l'acquisto della qualità di debitore sorge in capo al fideiussore nel momento della nascita del credito a garanzia del quale la fideiussione è stata prestata.

Il sorgere del credito modifica con effetti immediati la complessiva situazione patrimoniale del fideiussore, anche se il credito non è ancora azionabile nei confronti dello stesso.

È dunque rispetto al momento del sorgere del credito - che nel caso di specie coincide con la messa a disposizione della provvista da parte della Banca attrice alla cliente X. S.r.l. - che deve stabilirsi l'anteriorità o la posteriorità dell'atto dispositivo revocabile ex art. 2901 c.c. compiuto dal fideiussore e non, come sostenuto dai convenuti, rispetto al momento in cui la creditrice, dimostratosi inadempiente il debitore principale, fa valere nei confronti del fideiussore la garanzia.

L'azione revocatola ordinaria presuppone l'esistenza del credito e non la sua attuale esigibilità; in nessun caso il criterio temporale di riferimento può essere quello del concreto esercizio, da parte del titolare di un credito esigibile, delle iniziative giudiziarie a tutela della propria pretesa.

Deve poi osservarsi che l'atto di costituzione di fondo patrimoniale deve essere qualificato come atto a titolo gratuito; infatti la depauperazione del patrimonio del soggetto che lo costituisce, intervenuta a seguito della cessione del diritto sul bene a favore del fondo, non è controbilanciata da un corrispondente ingresso nel patrimonio del costituente di un cespite attivo.

Di conseguenza, i presupposti dell'azione revocatoria del fondo patrimoniale sono quelli previsti dal numero 1 dell'art. 2901 comma I c.c. (Cass. Civ. 17867/2007).

È necessario dunque accertare, oltre alla sussistenza dell'eventus dammi, cioè del pericolo di un pregiudizio per le ragioni del creditore, che può consistere anche solo in una maggiore difficoltà o onerosità nel soddisfacimento delle legittime pretese del creditore stesso in conseguenza dell'atto dispositivo, la ravvisabilità del solo requisito della scientia damni in capo al debitore, cioè della consapevolezza che il proprio atto dispositivo arrechi pregiudizio alle ragioni del creditore.

Nel caso in esame, quanto all'eventus dammi l'atto di costituzione di fondo patrimoniale, precludendo l'esercizio dell'azione esecutiva su un cespite immobiliare, riduce palesemente la garanzia patrimoniale generica del debitore M.; a ciò deve aggiungersi la costituzione da parte dei convenuti nella medesima data (29.7.2008) di un diverso fondo patrimoniale avente ad oggetto altro immobile sito in provincia di Como, con conseguente insussistenza di residui cespiti immobiliari aggredibili; il contestuale compimento dei due atti rende vieppiù evidente il carattere pregiudizievole di quello che costituisce oggetto di domanda nel presente giudizio.

Quanto alla scientia damni, deve rilevarsi che già in data 30.6.2008 (dunque circa 2 mesi prima della costituzione del fondo patrimoniale) il conto corrente (...) intestato alla X. presso la B. risultava in passivo per complessivi Euro 24.675,87; il conto anticipi fatture intestato alla medesima società (n. (...) risultava scoperto (a causa di fatture insolute e parzialmente o totalmente anticipate dalla B.) per Euro 79.064,00 già alla data del 15.5.2008.

È dunque evidente che già alla data del 30.6.2008 la posizione debitoria complessiva (e in progressivo peggioramento) della X. S.r.l. appariva superare la somma delle facilitazioni creditizie accordate, circostanza che rendeva pienamente prevedibile la revoca dell'affidamento (comunicata con la raccomandata ricevuta dai convenuti il 2.8.2008).

Di tale situazione debitoria erano evidentemente a conoscenza i fideiussori già settimane prima della costituzione del fondo patrimoniale, atteso che gli odierni convenuti erano soci della X nella misura del 45% quanto al sig. M. e del 10% quanto alla sig.ra B., e che la sig.ra F.M. (sorella del convenuto e residente al medesimo indirizzo dei convenuti (docc. 8 - 9 - 10 attrice) era Amministratrice Unica e socia e della X. al 45%.

Non è dunque dubitabile che il Me. fosse consapevole del carattere pregiudizievole per gli interessi di B. dell'atto di costituzione di fondo patrimoniale per cui è causa.

Si esamina ora la domanda proposta da C.

L'intervenuta è cessionaria di crediti vantati nei confronti di I. S.r.l. da P. S.r.l. relativi a due fatture rispettivamente in scadenza il 31.7.2008 (per un totale di Euro 167.441,29) e il 30.9.2008 (per un totale di 209.000).

Il sig. M., legale rappresentante della debitrice, si costituiva fideiussore di Cr. "a prima richiesta" (doc. 4 intervenuta) fino alla concorrenza della somma di Euro 400.000,00 in data 14.5.2008, contestualmente alla cessione del credito da P. a C.

Ci si riporta, quanto all'eventus damni, alle considerazioni sopra svolte in relazione alla domanda di Bp.

Quanto alla scientia damni, l'intervenuta ha sottolineato che il M. doveva conoscere la difficile situazione debitoria della Immobiliare C. al momento della costituzione del fondo patrimoniale. Effettivamente dalla visura storica CCIAA prodotta dalla C. (doc. 3) emerge che il M. era presidente del Consiglio di Amministrazione già a far data dal 14 maggio 2007. Egli era dunque nella miglior posizione per avere contezza dell'incapacità di adempiere della debitrice ceduta.

In tale contesto, la costituzione del fondo patrimoniale avente ad oggetto l'immobile sito in Muggiò è indubbiamente stata posta in essere nella consapevolezza del pregiudizio arrecato alle ragioni creditorie dell'intervenuta; tale valutazione è significativamente avvalorata, anche in questo caso, dalla costituzione nel medesimo contesto temporale di altro fondo patrimoniale, di cui si è già detto.

Per tali ragioni, il Tribunale dichiara inefficace ex art. 2901 c.c. nei confronti di B.P. s.c. a r.l. e di C. S.p.A. l'atto di costituzione del fondo patrimoniale (n. (...) rep.) stipulato in data 29.7.2008 trascritto in data 25.8.2008 (Conservatoria del Registri Immobiliari Milano 2 n. 64048) dal notaio L.S. avente ad oggetto l'Immobile sito in Muggiò (MI) Comune F. (...); Catasto Fabbricati Fgl. (...), Part. (...), Sub. (...) Natura A3, viale (...) piano 1.

Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale definitivamente pronunziando, ogni contraria istanza ed eccezione disattesa, così decide:

l) In accoglimento delle domande dell'attrice B.P. s.c. a r.l. e dell'intervenuta C. S.p.A. dichiara l'Inefficacia ex art. 2901 c.c. nei confronti delle predette parti dell'atto di costituzione del fondo patrimoniale (n. (...) rep.) stipulato in data 29.7.2008 trascritto in data 25.8.2008 (Conservatoria dei Registri Immobiliari Milano 2 n. 64048) dal notaio L.S. avente ad oggetto l'immobile sito in Muggiò (MI) Comune F. (...); Catasto Fabbricati Fgl. (...), Part. (...), Sub. (...) Natura A3, viale (...) piano 1.

2) Condanna i convenuti in solido a rifondere le spese di lite a favore di BPER, liquidate in Euro 856,00 per spese esenti, Euro 2.521,00 per diritti e Euro 5.600,00 per onorari: e a favore di C. S.p.A. liquidate in Euro 116,00 per spese, Euro 2.450,00 per diritti e Euro 4.500,00 per onorari, in entrambi i casi oltre a spese generali; oltre IVA se e in quanto dovuta e CP come per legge.

Così deciso in Milano il 29 marzo 2011.

Depositata in Cancelleria il 14 aprile 2011

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Giugno 2011 09:55

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