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Quante spese (a carico dei cittadini) per una melanzana di Claudio Tadicini

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Quante spese (a carico dei cittadini) per una melanzana 

Una melanzana da 50 centesimi, sei udienze dal giudice ed una condanna a cinque mesi per furto. I giudici hanno soltanto applicato la Legge: rubare, infatti, è un reato.
Per i furti della melanzana (una) e delle ciliegie (due chili), però, essendo “aggravati” dal fatto che la merce si trovava esposta alla “pubblica fede”, è scattata anche l'aggravante, che impone la procedibilità d'ufficio e non permette la remissione di querela né l'accordo tra le parti.
Se hai rubato per strada, dunque, che sia una melanzana da pochi centesimi oppure qualcosa di maggior valore, sarai comunque processato.
Accade così che si metta un moto la "macchina della giustizia", anche per il furto di merce del valore di pochi spiccioli. E sia avviato un processo lungo diversi anni, che si concluderà con una sentenza di condanna (come è stato in queste circostanze) per un furto praticamente irrilevante, sia dal punto di vista materiale che sociale.
Le vicende dei due salentini condannati recentemente dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce – cinque mesi di reclusione e 300 euro di multa per il furto della melanzana, quattro mesi e 120 euro per il furto delle ciliegie – sono emblematici del sistema della giustizia italiana, che impiega energie e danaro per “punire” due ladruncoli di frutta ed ortaggi ed, al contempo, manifesta, come confermato dagli  "addetti ai lavori", l'esigenza di una modifica normativa per i piccoli reati.
Partiamo dal prezzo di una melanzana - ammettiamo che sia grossa e costi massimo 50 centesimi - e proviamo a fare i “conti in tasca” alla Giustizia. Indigente l'uno, disoccupato l'altro, non potendo permettersi un legale di fiducia, i due imputati condannati hanno fatto istanza di “gratuito patrocinio”, o meglio di “patrocinio a spese dello Stato”, per ottenere un difensore che non gravasse sulle loro tasche. A queste spese, a carico dei cittadini, si aggiungono le indennità dei testimoni, la notifica a tutte le parti del processo, il compenso per il pubblico ministero ed il giudice – entrambi onorari – nonché i costi per la fonoregistrazione delle deposizioni dei testimoni e degli imputati, le spese di cancelleria ed altre ancora, compreso il consumo - pur rilevante - dell'energia elettrica utilizzata per illuminare le buie aule d'udienza.
Se per il furto delle ciliegie l'imputato ha affrontato un'unica udienza e patteggiato la pena, potendo godere dei benefici di legge, per il ladro della melanzana non è stato così. Ci sono volute almeno sei udienze e l'avvocato ha già annunciato che ricorrerà in Appello, con altre spese per lo Stato, ed eventualmente in Cassazione. Spese su spese, per un totale ipotizzabile di alcune migliaia di euro. E tutto - è bene sottolinearlo - per una melanzana.
Ci si chiede perché dover imbastire un processo per un furto di così scarsa entità. “Allo stato attuale della normativa – dichiara Roberto Tanisi, presidente della giunta dell'Associazione nazionale magistrati - sostanzialmente non si può fare nulla, perché esiste il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale. Occorre certamente una modifica normativa, che tra l'altro noi magistrati stiamo evocando da tempo, e che riguarda il principio della cosiddetta “irrilevanza penale del fatto”>>
“È evidente – continua il magistrato - che il furto di una melanzana o di due chili di ciliegie ha valenza criminale minima. Spesso si tratta di furti di sopravvivenza e per essi sarebbe opportuno - introdotto questo principio,  già esistente nel processo minorile – definire l'azione penale con un'archiviazione, o al limite, con una sanzione pecuniaria o, ancora, con lo svolgimento di lavori di pubblica utilità che, contrariamente alla detenzione o alla pena, a mio avviso è molto più importante dal punto di vista rieducativo”.
“Nel caso in cui l'imputato non possa godere dei benefici di legge è anche peggio – continua Tanisi - perché si rischia di mandare in carcere una persona colpevole di avere rubato una melanzana o poche ciliegie, raggiungendo situzioni paradossali. Senza contare le spese per lo Stato che, in caso di patrocinio gratuito, saranno tutte a carico dei cittadini”.

Claudio Tadicini

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Marzo 2014 17:42

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