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"Ladri di polli", anzi ricettatori: padre e figlio condannati a due anni e due mesi - Nota di Claudio Tadicini

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"Ladri di polli", anzi ricettatori: padre e figlio condannati a due anni e due mesii


Le galline? È meglio rubarle che ricettarle, lo dice la Legge.

Questo è il verdetto della sentenza che, qualche giorno fa, ha condannato padre e figlio a due anni e due mesi di reclusione, finiti sotto processo perché trovati in possesso di tre gallinacei e di una mountain-bike, rubati circa tre anni fa in una campagna alla periferia del loro paese di residenza.

I “ladri di polli” sono due uomini di Ceglie Messapica, di 49 e 74 anni (il primo con recidiva anche specifica, oltre che reiterata ed infraquinquennale come il genitore), per i quali la pubblica accusa aveva chiesto - previa riqualificazione del reato contestato da "ricettazione in concorso" a "furto"- la condanna alla pena di otto mesi di reclusione.

Il giudice onorario del Tribunale penale di Brindisi, l’avvocato Raffaella Lopane, tuttavia, in mancanza degli elementi probatori del reato di furto, ha dovuto rigettare la richiesta del pubblico ministero.

Ed ha infine condannato, per ricettazione in concorso, padre e figlio a ventisei mesi di carcere ed al pagamento di una multa di 200 euro.

I fatti risalgono alla prima decade di aprile 2011, quando il proprietario di una casa rurale in contrada “Sacramento”, nelle campagne del centro messapico, si accorse che ignoti, la sera dell’8 aprile, avevano forzato il recinto e rubato quattro polli, una gallina faraona ed una bicicletta.

Il furto fu scoperto la mattina successiva, ma l’uomo sporse denuncia ai carabinieri il giorno seguenti. I militari non ci misero molto per capire chi avesse potuto metterema segno il furto di polli. Ed andarono a colpo sicuro dai sospettati.

L’intuizione degli investigatori dell’Arma fu determinante l'immediata chiusura del “caso”: nella macchia mediterranea che circondava l’abitazione in cui vivevano padre e figlio, infatti, non solo fu rinvenuta la mountain-bike, ma anche una gabbia con all’interno due galli ed una faraona. Come verificarono pochi minuti dopo, si trattava di quelli rubati due giorni prima. E la quarta gallina? Avrà certamente fatto una brutta fine.

La vittima del furto, fatta giungere sul posto, riconobbe i suoi pollastri, ma al momento della restituzione della refurtiva fu aggredito dal 49enne, subito bloccato dai carabinieri.


Per la determinazione della pena, il giudice ha riconosciuto le attenuanti, tenuto conto della natura dei beni ricettati e del loro infimo valore economico, equivalenti alle contestate recidive ed alla personalità dei rei.

Claudio Tadicini

by www.cercasentenze.it

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Marzo 2014 14:34

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