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La cliente sviene - Lui le palpeggia il seno - Condannato un maître per violenza sessuale

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La cliente sviene - Lui le palpeggia il seno - Condannato un maître per violenza sessuale

Le avances nei confronti di una cliente dell'albergo in cui lavorava, non ricambiate, non gli erano proprio andate giù.

E così aveva fatto di tutto per rovinarle gli ultimi giorni di vacanza nel Salento, dove era giunta con le sue due figliolette, arrivando persino a palpeggiarle il seno, quando la vittima, dopo un battibecco tra i due, aveva temporaneamente perso i sensi.

La donna aveva preteso delle semplici scuse, per chiudere definitivamente la vicenda.

Scuse che, però, non sono mai arrivate da parte del diretto interessato, poi finito sotto processo ed - infine - condannato a scontare due anni di reclusione, con l'accusa di violenza sessuale.

È la pena che, nelle scorse settimane, il collegio giudicante della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce (composto dai giudici Pasquale Sansonetti, Marcello Rizzo e Michele Toriello) ha inflitto ai danni di M.D., 67enne tunisino, ex caposala di una struttura ricettiva del litorale gallipolino.

I fatti di cui è accusato il nordafricano, da anni in Italia per motivi di lavoro, risalgono al luglio 2011, periodo in cui la vittima delle violenze – una donna marocchina – aveva raggiunto la “perla dello Ionio”, per trascorrere le vacanze estive.

Sin da subito, il maître aveva manifestato particolari “attenzioni” nei confronti della straniera che, tuttavia, aveva sempre respinto le sue avances, troppo invadenti ed insistenti.

E non appena il tunisino capì che non avrebbe ottenuto nulla, cambiò radicalmente atteggiamento.

L'episodio clou si verificò l'8 luglio, nella tarda mattinata, quando l'uomo impedì alla donna (che fruiva del servizio di pensione completa) di accedere al ristorante della struttura, per far pranzare la figlioletta di un anno.

Un diniego perentorio, una sorta di ripicca personale, dal momento che altri clienti stavano già usufruendo del servizio mensa, per consentire ai più piccoli di mangiare in anticipo.

Ne nacque una discussione, poi la marocchina perse i sensi ed il caposala, insieme ad altri tre camerieri, la sollevò di peso e la fece stendere su un tavolo, in una stanza deserta, all'interno dell'albergo.

E qui - come riferito in sede di processo dalla stessa vittima e da un'altra cliente -  si consumò la violenza: mentre la donna, in stato di semi-coscienza, si trovava distesa sul tavolo, il 67enne infilò le mani nel reggiseno ed iniziò a palpeggiarla.

Ma gli altri non stettero a guardare.

L'abuso fu interrotto proprio dall'arrivo dell'altra cliente che, notando quei movimenti, si “armò” di una bottiglietta in plastica ed intervenne in soccorso della straniera, picchiando gli uomini che la stavano circondando.

Dunque, furono informati i carabinieri.

Nell'applicazione della pena, il collegio dei giudici ha concesso l'attenuante della minore gravità del fatto, essendosi trattato di fugaci palpeggiamenti, e la sospensione condizionale della pena.

L'imputato, interdetto in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente alla tutela ed alla curatela, era difeso dall'avvocato Speranza Faenza.

Claudio Tadicini

Leggi la sentenza su www.cercasentenze.it

Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Ottobre 2014 07:38

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