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Gioco pericoloso tra i banchi di scuola, alunna si frattura dente: condannato il Miur

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Gioco pericoloso tra i banchi di scuola, alunna si frattura dente: condannato il Miur

"Sacco pieno, sacco vuoto. Sacco pieno, dente rotto”.

Quel gioco per bambini, che svolse in aula insieme ai suoi compagni di classe, se lo ricorderà per tutta la vita.

Così come il dolore che dovette sopportare, quando durante il gioco urtò violentemente il viso contro la sedia, fratturandosi un dente. 

Per quella dolorosa disavventura, a distanza di quasi quindici anni dai fatti, la sfortunata ragazzina - oggi ventiduenne, di Brindisi - è stata finalmente risarcita: il Miur (il Ministero dell'istruzione, università e ricerca) e la scuola elementare dove avvenne l'infortunio sono stati condannati a sborsare oltre quattromila euro, più interessi.

La sentenza è stata emessa nei giorni scorsi dal giudice onorario della prima sezione civile del Tribunale di Lecce, avvocato Grazia Carignani.

La vicenda risale al 24 maggio 2001, quando la malcapitata studentessa - alla data dei fatti di sei anni, frequentante la prima elementare della Direzione didattica IX circolo di Brindisi - si trovava in aula insieme ai compagni di classe, per l'ora di educazione fisica.

Il gioco consisteva nell'eseguire i comandi impartiti dall'insegnante: quando la maestra diceva "sacco pieno", gli alunni dovevano mettersi in piedi. Nel caso di "sacco vuoto", invece, dovevano accovacciarsi.

Quel momento di divertimento, svoltosi tra i banchi di scuola, finì ben presto. Soprattutto per la sfortunata alunna che, all'ordine dell'insegnante di rannicchiarsi sul pavimento, mentre s'abbassava per accovacciarsi urtò con la bocca contro la spalliera di una sedia, fratturandosi l'incisivo centrale superiore destro.

L'infortunio occorso alla piccola, che non provocò fuoriuscita di sangue e fu "curato" applicando del ghiaccio, fu tenuto nascosto ai genitori fino alla fine della giornata scolastica.

Solo allora la madre, vedendo arrivare la figlia in quello stato, seppe di quanto le era accaduto tra i banchi di scuola.

La maestra - è scritto nella sentenza - considerata la tenera età degli scolari, avrebbe dovuto prevedere che qualche alunno potesse non coordinare i movimenti e/o perdere l'equilibrio nell'eseguirli.

E quindi avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione, oltre ad evitare di fare svolgere certe attività in luoghi inadeguati, come all'interno dell'aula scolastica, tra banchi e sedie.

Nella quantificazione dei danni, il giudice Carignani ha riconosciuto un danno biologico pari allo 0,5 percento, condannando l'istituto scolastico ed il ministero - per mezzo della compagnia assicurativa Ugf - a risarcire la sfortunata ragazzina con quattromila 312 euro, oltre interessi.

Claudio Tadicini

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