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Evase dai domiciliari per una confezione di salsa: condannato

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Evase dalla sua abitazione, dove era agli arresti domiciliari, per attraversare il pianerottolo e chiedere al dirimpettaio (anch'egli ristretto in casa) una confezione di salsa di pomodoro.

Questa, almeno, la giustificazione che A.M., 45enne di Aradeo, diede ai carabinieri della stazione del suo paese, quando i militari lo sorpresero in casa del vicino.

Una scusante che, tuttavia, non gli evitò le manette, che scattarono ai suoi polsi con l'accusa di evasione.

L'uomo – attualmente detenuto per scontare una condanna definitiva di un paio d'anni per furto - recentemente è stato condannato ad un anno di reclusione, proprio per avere violato gli obblighi della detenzione domiciliare, che proibisce al destinatario della misura restrittiva di varcare la soglia della propria abitazione.

Anche soltanto per muovere pochi passi.

È la Legge, rigidissima ma - non sempre - tale.

L'episodio risale al 28 agosto 2009.

Il salentino, finito in carcere nel maggio precedente con l'accusa di stalking nei confronti della ex moglie, difeso dall'avvocato Angelo Vetrugno, era stato scarcerato dal Tribunale del Riesame, che gli aveva concesso gli arresti domiciliari.

Quel giorno di fine estate, nonostante gli fosse vietato dalla misura restrittiva, però, uscì dalla porta della sua abitazione e, dopo avere attraversato il pianerottolo - percorrendo al massimo un paio di metri - entrò in quella del dirimpettaio.

Proprio in quel momento, però, il caso volle che sopraggiungessero i carabinieri della stazione di Aradeo.

I militari dovevano notificare un atto all'uomo, ma lo sorpresero al di fuori della sua abitazione.

L'aradeino fu “pizzicato” mentre si trovava seduto attorno ad un tavolo, intento a scambiare due chiacchiere con la madre del vicino, che, stava armeggiando vicino lo stereo: in dette circostanze, il 46enne era - di fatto - evaso.

Tale ricostruzione dei fatti è stata confermata dai carabinieri, che riscontrarono la violazione, nel corso del processo celebratosi nelle scorse settimane davanti al giudice della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, Domenico Greco.

L'imputato – con recidiva reiterata - è stato condannato, come detto, ad un anno di reclusione. Il suo difensore ha annunciato l'intenzione di presentare appello.

Claudio Tadicini

 

fonte : www.cercasentenze.it

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