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Usa impropriamente il pass: multato

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Respinto il ricorso avverso una sanzione per sosta nello spazio riservato ai diversamente abili: deve essere provata l’effettiva presenza della persona intestataria del contrassegno.

Cassazione - Ordinanza 8479/12

Il caso


Il ricorrente è colto dai vigili urbani di Treviso mentre sosta in un parcheggio riservato a persone diversamente abili, esponendo il relativo contrassegno intestato però alla madre. Data l’assenza della donna in quel momento, i vigili fanno un verbale per la violazione dell’art. 158, comma 2, del Codice della Strada. Il Giudice di Pace accoglie l’opposizione presentata dal sanzionato, ma la sentenza – impugnata dal Comune di Treviso - è ribaltata in secondo grado: il Tribunale di Treviso ritiene che il ricorrente non abbia provato il reale utilizzo del veicolo in sosta per il trasporto della madre, intestataria del contrassegno.
Quale norma si applica? Il ricorso per cassazione si fonda essenzialmente su un motivo: l’aver ritenuto il Tribunale sussistente una violazione diversa da quella contestata, ossia l’uso di un contrassegno privo di autenticità di cui all’art. 158 C.d.S. in luogo dell’uso di un contrassegno per invalidi in assenza del presupposto che ne consentiva l’utilizzo (art. 188 C.d.S.). La Suprema Corte argomenta affermando che la sosta in uno spazio riservato agli invalidi, con un veicolo che tuttavia non sia effettivamente adibito al trasporto della persona alla quale sia stato rilasciato il relativo contrassegno, rientra proprio nella previsione dell’art. 158 C.d.S., essendo stata contestata nel verbale l’assenza sul posto della titolare dell’autorizzazione.

    www3.la stampa.it  28 agosto 2012

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