Articoli&Commenti

20Ottobre2017

 57 visitatori online

Cerca Sentenze

Sito aggiornato:Venerdì 21 Luglio 2017, 07:01

SENTENZE PER TUTTI

 up direction
 down direction

Addio al “colpo di frusta”?

  • PDF

 

Addio al “colpo di frusta”?

Ringraziando coloro che, utilizzando l’indirizzo e-mail messo a disposizione dallaredazione, ci hanno segnalato questo argomento, in questo appuntamento ci aggiungiamo ad affrontare, alla luce delle riforme intervenute e degli accesi dibattiti che ne hanno accolto l’ingresso nel panorama normativo vigente, la nuova normativa che disciplina le modalità di risarcimento del danno biologico a seguito di incidente stradale.

Come noto il parlamento ha approvato i due emendamenti contenuti nel decreto liberalizzazioni che hanno avuto un impatto significativo sul sistema RC auto così come fino ad oggi conosciuto.

In particolare dedicati alla materia all’art. 32 del D.L. 1/2012, convertito nella legge 27/2012, ritroviamo i commi 3-ter e 3-quater.

Il primo dei due è andato ad integrare l’art. 139 del codice delle assicurazioni private stabilendo che «in ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente».

Mentre il comma 3-quater, che si è inserito nel panorama normativo come disposizione autonoma, stabilisce che «il danno alla persona per lesioni di lieve entità di cui all’articolo 139 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione».

La ratio dichiaratamente perseguita dal legislatore nel varare la riforma in esame era di tentare di ridurre al massimo le truffe perpetrate in danno alle compagnie assicurative, tacciate come prima causa di innalzamento del prezzo dei premi assicurativi corrisposti dagli automobilisti.

Seppur lodevole negli intenti, la riforma, che ha invece suscitato aspre polemiche su diversi fronti, non è stata salutata con entusiasmo né dai medici legali, né dagli avvocati né tanto meno da coloro i quali, all’entrata in vigore definitiva della legge, erano in attesa della valutazione dei postumi e della liquidazione dei danni in quanto, la nuova normativa, entrata in vigore il 26 marzo 2012, è divenuta applicabile a tutti i sinistri in corso di valutazione in cui le fattispecie di danni alla persona di lieve entità non erano state, a decorrere da tale data, ancora oggetto di accertamento da parte dell’impresa sotto il profilo medico legale.

L’introduzione di questi due commi ha però esasperato le posizioni dei due attori protagonisti contrapponendole.

Da una parte ritroviamo infatti le Compagnie Assicurative che hanno iniziato a premere sui propri medici legali affinché negassero ogni possibile lesione in assenza di accertamento strumentale e dall’altra parte i Medici Legali, costretti in una posizione scomoda, che hanno scorto nella legge una seria minaccia per l’indipendenza del loro ruolo e per la loro stessa dignità professionale.

Se proviamo per un momento ad analizzare più da vicino le novità normative introdotte possiamo notare che i due commi, già idealmente distanti tra loro in quanto collocati in contesti normativi differenti, appaiono, almeno ad una prima lettura, discordanti.

Nel comma 3-ter si legge infatti che il danno biologico è risarcito solo in presenza di un accertamento clinico strumentale obiettivo mentre nel successivo comma 3-quater entra in gioco la figura del medico legale a cui viene attribuita la facoltà di valutare, sia strumentalmente ma anche solo “visivamente”, la sussistenza della lesione.

Appare dunque esservi, quanto meno da un punto di vista terminologico e sistematico, una contraddizione.

Da una parte, infatti, si condiziona la risarcibilità del danno biologico all’accertamento strumentale obiettivo, mentre, dall’altra, si subordina il ristoro del danno alla persona ad un riscontro medico legale visivo o strumentale.

Al fine di fornire un’interpretazione quanto meno plausibile, anche secondo le linee guida tracciate dall’Isvap (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo) e rese note con la comunicazione diffusa alle imprese di assicurazione e al mercato dello scorso aprile riguardante la risarcibilità delle lesioni di lieve entità conseguenti da sinistri stradali, è stato valutato che, in assenza di accertamenti obiettivi strumentali presentati al medico legale demandato all’accertamento del danno, non potrà essere risarcito il valore tabellare e neanche il suo accrescimento massimo del 20% legato alle condizioni soggettive della vittima ex comma 3 dell’articolo 139 stesso, ma solo l’inabilità temporanea che dovrà tuttavia essere accertata quanto meno visivamente.

La questione ha scatenato, come prevedibile, un botta e risposta tra le Compagnie Assicurative, che hanno da subito invocato il rispetto della norma al fine di scovare i così detti seriali del “colpo di frusta” lamentando che l’Italia, nel panorama europeo, con il 23% dei danni alle persone denunciati, è fanalino di coda a fronte di una media dell’Unione che si attesta su circa il 10% e le Associazioni dei Medici Legali che, pur condividendo in senso generale l’intento antispeculativo della riforma, si sono visti concretamente esautorati del proprio ruolo e della propria autorità.

Le Associazioni di categoria hanno infatti rivendicato a gran voce la dignità del loro ruolo professionale e la competenza nel valutare la presenza o meno di danni da trauma minore del collo e microlesioni simili senza necessità di un riscontro strumentale che peraltro spesso, non solo non è in grado di rilevare simili danni ma rischia di trascurare sintomatologie collegate, quali vertigini, nausee o disturbi analoghi, che sfuggono all’evidenza di una possibile valutazione diagnostica strumentale. In proposito il SISMLA, Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni, in una lettera indirizzata alla Commissione incaricata di valutare il testo normativo, ha denunciato che «così come proposti gli emendamenti non solo non sortiranno gli effetti sperati, ovvero il contrasto delle truffe assicurative, ma determineranno l’aumento dei costi assicurativi.

Subordinare il risarcimento alla dimostrazione strumentale dei postumi, innescherebbe di fatto un meccanismo di ricorso ad accertamenti costosi e spesso superflui, i cui costi, in parte, ricadrebbero sul Sistema Sanitario Nazionale ed, in parte, sulle imprese assicuratrici”.

A sua volta l’ANEIS, Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale, ha chiarito che «i danneggiati meno abbienti non potendo sostenere gli oneri dei costosi accertamenti, vedrebbero negato loro il diritto al legittimo risarcimento e in questo modo, ancora una volta, ad essere calpestati sarebbero proprio i diritti di coloro che subiscono il danno».

Lo scontento palesato da più fronti non ha comunque impedito l’entrata in vigore della riforma.

A questo punto dunque non si può che adeguarsi alla nuova normativa e provare a capire se, alla luce delle novità introdotte, è ancora possibile vedersi risarcire il tanto esecrato “colpo di frusta”.

Punctum dolens della questione è che, come prevedibile le compagnie assicurative, le sole ad aver salutato con entusiasmo gli emendamenti introdotti, hanno iniziato una campagna di informazione sul tema così diffusa e purtroppo non sempre puntuale tale da ingenerare la convinzione negli assicurati che il “colpo di frusta”, la più diffusa tra le microlesioni, non sia ormai più in nessun caso risarcibile.

L’ANEIS, che dal canto suo ha intrapreso un movimento di sensibilizzazione contrario, ha subito smentito la notizia e ha chiarito che il “colpo di frusta”, così come le altre microlesioni, è ancora passibile di risarcimento, ciò che è cambiato è unicamente l’iter da percorrere per ottenere l’adeguato ristoro. La mano meno generosa del legislatore sulle lesioni di lieve entità non impedisce dunque il ristoro delle stesse che saranno comunque risarcite a patto che, il danneggiato si sottoponga ad ogni indagine utile, non solo per la migliore cura della propria salute, ma anche nel rispetto dello spirito della nuova norma che si prefigge di tagliare i risarcimenti di tutte quelle lesioni che emergono, più che da indagini strumentali, da lamentate sintomatologie soggettive.

Ma dunque che fare in caso di incidente?

Chiarito che il danno lieve alla persona ora si liquida in presenza di un riscontro “clinicostrumentale” (art. 32 ter, L. 27/2012, ora parte dell’art. 139 del cod. ass. priv.), diventa ancora più importante essere scrupolosi nella fase della cosiddetta “immediatezza dell’evento”, ovvero nelle ore appena successive all’urto.

Non appena esaurite le questioni burocratiche con la controparte, ammesso che i danni fisici subiti vi abbiano permesso di svolgere dette faccende e che non siate già stati trasportati in un punto di pronto intervento a bordo di un’autoambulanza, dovrete recarvi subito ed autonomamente in un Pronto Soccorso.

Giunti sul luogo al momento della visita dovrete richiedere espressamente di essere sottoposti ad esami diagnostici strumentali e in caso di reticenza, dovrete insistere poiché, con la nuova normativa uno scarso approfondimento mediante esami diagnostici nell’immediatezza del fatto potrebbe pregiudicare i vostri diritti risarcitori.

Nei giorni successivi dovrete recarvi da un ortopedico e chiedere allo specialista di verificare innanzitutto, che al punto di pronto intervento abbiano effettuato tutte le indagini utili al rilevamento delle lesioni e che non sia necessario, per la vostra sintomatologia e le lesioni riscontrate, qualche ulteriore esame diagnostico. È bene che lo specialista abbia a disposizione tutti gli accertamenti effettuati al pronto soccorso per poter predisporre una diagnosi maggiormente accurata.

Purtroppo gli esami che comportano irradiazioni o che possono risultare invasivi sono assolutamente necessari poiché con la vigenza della nuova normativa, la mancanza di un “riscontro strumentale” potrebbe seriamente pregiudicare il risarcimento dell’invalidità permanente, che è la parte principale del danno biologico lasciando impregiudicata solo l’eventuale inabilità temporanea, voce principale del danno alla persona.

In conclusione quindi nessun addio al “colpo di frusta” ma più semplicemente un tentativo del legislatore di creare un giro di vite intorno alle frodi assicurative che in effetti danneggiano sia i contribuenti, costretti a pagare premi assicurativi molto più pesanti e sia chi ha effettivamente patito un danno aggravando l’onere di provare la lesione subita.

Per vedere quindi tutelati i propri diritti e garantito il giusto risarcimento, a maggior ragione con la vigenza di questa nuova normativa, non ci si può più affidare al caso anche per evitare stress e complicazioni inutili, meglio scegliere dei professionisti del settore che possano seguire la vostra pratica e che siano in grado di accompagnarvi passo dopo passo per ottenere il giusto ed adeguato ristoro.

  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . (a cura di Cristina Grieco)

 

Pubblicità

 

 

magiada1

 

 

ediltrulli

 

 

       

Per la tua pubblicità su questo sito

Omnibus Italia srl

393 2667877