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"Ignorantia legis non excusat": l'ignoranza dello Statuto e delle norme federali non può essere invocata ad alcun effetto.

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CONTRASTARE L’ISTITUTO DELLA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA "Ignorantia legis non excusat": l'ignoranza dello Statuto e delle norme federali non può essere invocata ad alcun effetto. Sebbene nessuno possa mettere in dubbio la legittimità di tale principio, non si può certo negare che la maggiorparte degli atleti siano totalmente all’oscuro, non solo di tale articolo, ma di tutta la normativa vigente nell’Ordinamento Sportivo. Gli atleti sono gli attori principali del mondo sportivo, eppure, sono i primi a non conoscerne le leggi che lo governano. Tale "ignoranza", per le società sportive, rappresenta un grave pericolo con particolare riferimento ai casi di applicazione dell’istituto della responsabilità oggettiva sancito dall’art. 4 del Codice di Giustizia sportiva. La fonte di tale forma di responsabilità risiede esclusivamente nell’esistenza del legame tra atleta e società. La responsabilità di un atto viene svincolata dalla condotta personale. Sinora è stata offerta una interpretazione errata dell’istituto della responsabilità oggettiva: se l’atleta ha commesso l’illecito, la società non ha fatto tutto il possibile per evitarlo. Tuttavia, non è questa la giusta prospettiva dalla quale partire poichè il fulcro del mondo sportivo è l’atleta, non le società. Osservato dall’ottica dell’atleta esso si concretizza, infatti, come un’ulteriore "punizione" per lo stesso. La sua azione illecita deve condizionare le sorti della sua squadra e, dunque, quella dei suoi compagni. L’istituto è, dunque, funzionale ad incentivare una maggiore responsabilizzazione dei soggetti che gravitano, con o senza titolo, nel mondo dello sport e del calcio in particolare. È indubbio che buona parte delle condotte illecite trovino origine nella ignoranza o in un mancato apprendimento delle leggi vigenti. L’istruzione è sempre l’arma più potente contro la delinquenza intesa come "abbandono (cosciente o meno) della via della legge". Il progetto "ignorantia legis non excusat" dello Studio legale Zambrini prende spunto dai principi sottesi alla disciplina introdotta dalla Legge n. 231/2002 suggerendone, tuttavia, una interpretazione diversa da quella finora proposta. Le proposte applicative della 231/2002 finora formulate hanno indirizzato verso la strutturazione di un regime di controllo, quasi poliziesco, nei confronti dei tesserati. È, tuttavia, impensabile, oltre che agghiacciante, strutturare un controllo H24 su tutti i soggetti tesserati. Oltre che porsi in contrasto con tutta la normativa a tutela della privacy, rappresenterebbe un costo immane e, peraltro, un’ipotesi irrealizzabile per le società. Il progetto qui descritto vuole introdurre una diversa modalità di tutela: abbattere il muro dell’ignoranza dei soggetti tesserati nei confronti della normativa sportiva. Conoscere le regole, i principi sottesi oltre che le conseguenze di una loro violazione, rappresenta l’unica via per stimolare concretamente i soggetti destinatari al rispetto delle stesse. Tale compito spetta, senza dubbio, alle società sportive. Fornire tale bagaglio culturale ai soggetti tesserati, attraverso un insegnamento obbligatorio, significa anche e, soprattutto, manifestare concretamente, agli occhi degli eventuali Organi giudicanti aditi, il proprio dissenso avverso ogni tipo di condotta considerata illecita dalla normativa sportiva e statale. Istruire rigorosamente il tesserato in merito alle condotte illecite, significa spezzare quel cordone ombellicale esistente tra lo stesso e la società che attribuisce al sodalizio sportivo la veste del garante o, addirittura, del tutore e, per questo, sanzionabile oggettivamente. In una sistema dominato dai mass media non bisogna poi sottovalutare l’impatto positivo che tale progetto potrebbe dare alla società. Un sodalizio che sfrutta i mezzi dell’insegnamento per contrastare, concretamente, ogni forma di illecito sarebbe un esempio per tutti. Il modello si svilupperà in un corso di formazione giuridico - tecnica. Il corso si articolerà in due incontri obbligatori mensili della durata massima di n. 3 ore e si proporrà, attraverso "lezioni partecipate", di fornire, ai soggetti suindicati, un complesso di nozioni e conoscenze utili al fine di non incorrere in sanzioni. Le lezioni daranno particolare risalto alle conseguenze che, le eventuali condotte illecite, possono determinare in capo a soggetti estranei ai fatti. Obiettivo principale sarà, dunque, sensibilizzare il soggetto tesserato al rispetto della normativa vigente. Dopo una infarinatura in merito alla storia ed alla organizzazione dell’Ordinamento sportivo, verrà analizzata, con precisione, tutta la normativa vigente strettamente connessa all’attività del tesserato. Lo Studio Legale Zambrini, dopo aver maturato una solida esperienza e conoscenza del diritto sportivo, ha sviluppato tale progetto con il concreto obiettivo di contrastare efficacemente l’istituto della responsabilità oggettiva. Lo Studio Zambrini, con il suo team di esperti, si propone di realizzare tale progetto in favore della Vs. Società sportiva occupandosi, altresì, di tutta la organizzazione logistica presso la Vs. sede. Per ulteriori informazioni: - numero/fax:0832311224 - email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - pec Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Ottobre 2013 16:07

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