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Il padre snaturato deve risarcire il figlio - Dott. Valentino Aventaggiato

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Il padre snaturato deve risarcire il figlio


Il disinteresse dimostrato da un genitore nei confronti del figlio, manifestatosi per lunghi anni e caratterizzato dalla violazione degli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione, può essere fonte di risarcimento economico ai sensi dell’art. 2059 c.c..

E’ questo l’importante principio di diritto enunciato dalla sent n. 5652/2012 della Cassazione civile, chiamata a pronunciarsi proprio in merito alla configurabilità in capo al “genitore snaturato” di una responsabilità ulteriore rispetto agli obblighi tipici previsti dal diritto di famiglia (come l’obbligo di mantenimento).

La vicenda giudiziaria prende le mosse dalla richiesta avanzata da un uomo nei confronti del padre naturale il quale, venuto a conoscenza del concepimento, aveva interrotto ogni rapporto con la compagna rifiutandosi di riconoscere il figlio e di mantenerlo, costringendolo così a una misera esistenza, piena di stenti e di privazioni. Per questo, il figlio chiedeva al suo padre naturale, oltre all’assegno mensile per gli alimenti, anche la corresponsione di una somma di denaro a titolo di risarcimento di tutti i danni patiti.

Giunta all’attenzione degli ermellini, la vicenda si è risolta a favore del figlio, nel senso che la Suprema Corte ha rilevato come nella fattispecie fosse effettivamente configurabile un diritto risarcitorio in capo al figlio.

Dopo aver puntualizzato, in merito agli alimenti, che “l'obbligo dei genitori di mantenere i figli (artt. 147 e 148 c.c.) sussiste sin dalla nascita per il solo fatto di averli generati e prescinde da qualsivoglia domanda” del figlio, gli ermellini hanno affermato che “il disinteresse dimostrato da un genitore nei confronti di un figlio, manifestatosi per lunghi anni e connotato, quindi, dalla violazione degli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione, determini un vulnus, dalle conseguenze di entità rimarchevole ed anche, purtroppo, ineliminabili, a quei diritti che, scaturendo dal rapporto di filiazione, trovano nella carta costituzionale (in part., artt. 2 e 30), e nelle norme di natura internazionale recepite nel nostro ordinamento un elevato grado di riconoscimento e di tutela” .

Chiarito che gli “atteggiamenti del genitore snaturato” posso essere dotati di un’offensività tale da ledere gravemente i diritti inviolabili del di lui figlio ed interpretando l’art. 2059 c.c. in maniera conforme alla Costituzione, nel senso che deve essere risarcito ogni pregiudizio di natura non patrimoniale legato ad una grave lesione dei diritti inviolabili della persona oggetto di tutela costituzionale, la soluzione alla quale si giunge è quella di riconoscere in capo al “figlio rifiutato” un vero e proprio diritto risarcitorio.

In circostanze del genere, per la tutela delle proprie ragioni sarà certamente determinante farsi assistere da un professionista legale esperto in materia , che sia capace di esaltare (o di converso sminuire e smorzare) tutti gli elementi di fatto che hanno potuto causare una lesione dei diritti inviolabili costituzionalmente garantiti tanto grave da giustificare la richiesta di risarcimento.

Dott. Valentino Aventaggiato

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