Articoli&Commenti

25Luglio2017

 125 visitatori online

Cerca Sentenze

Sito aggiornato:Venerdì 21 Luglio 2017, 07:01

SENTENZE PER TUTTI

 up direction
 down direction

Avv. Zambrini - La Figc e la Covisoc: l’efficacia dei controlli sulle società

  • PDF

La Figc e la Covisoc: l’efficacia dei controlli sulle società - Iusport.it (05/03/2012)

I sempre più frequenti casi di fallimento di società calcistiche che ad inizio stagione riescono ad ottenere l’iscrizione al campionato di competenza evidenzia palesemente l’inidoneità e l’inefficenza degli organismi di controllo della FIGC il cui operato dovrebbe essere senza alcun dubbio sanzionato.

L’art. 3, co. 1, lett. h) dello Statuto della Federazione Italiano Giuoco Calcio indica tra le sue funzioni ed i suoi obiettivi “la determinazione dei requisiti e dei criteri di promozione, di retrocessione e di iscrizione ai campionati e, in particolare, l’adozione di un sistema di licenze per la partecipazione ai campionati professionistici stabilendo, altresì, sistemi di controllo, anche attraverso appositi organismi tecnici, dei requisiti organizzativi, funzionali, economico-gestionali e di equilibrio finanziario delle società”.

Il rispetto dei principi di corretta gestione e più in generale di “etica sportiva” o, per essere più attuali, del cosidetto “fairplay finanziario”, nell’accezione ampia di quest’espressione, è demandata al Consiglio Federale che, a tal fine utilizza apposite commissioni di controllo interno.

La funzione di controllo è demandata dal CONI alla Federazione la quale è obbligata a seguire i principi e le modalità imposti dal Comitato olimpico.

Occorre, peraltro, evidenziare che allo stesso Consiglio Federale è attribuito il potere di vigilare circa l’adozione da parte delle società di modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire il compimento di atti contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto.

È doveroso, a tal proposito, il parallelismo con la disciplina introdotta dal D. Lgs. 231/2001 in tema di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica.

Il principio fondamentale alla base dei controlli demandati al Consiglio Federale è stabilito dall’art. 8 comma 2 dello Statuto secondo cui “ciascuna società, per avere titolo a partecipare al campionato professionistico di competenza, deve ottenere annualmente la licenza della FIGC entro i termini stabili dal Consiglio Federale”.

Imprescindibile requisito al fine di avere titolo a partecipare ad un campionato professionistico è, senza dubbio, il rispetto di determinati equilibri economico/finanziari nonché dei principi di corretta gestione.

Per concretizzare tale compito la FIGC si avvale di un organismo tecnico di controllo anche detto Commissione di vigilanza sulle società professionistiche (Covisoc) che opera sulla scorta delle Norme organizzative interne della FIGC (Noif).

Il titolo VI delle Noif è appunto rubricato “Controlli sulla gestione economica e finanziaria delle Leghe e delle società professionistiche”. In esso viene stabilito il principio generale per cui “la contabilità deve essere tenuta dalle società in osservanza delle norme di legge e utilizzando esclusivamente il piano dei conti approvato dalla FIGC”.

La L. 586/1996, modificando il testo originario della L. 91/1981, ha, peraltro, previsto una diversa configurazione del precedente regime di controlli delle attività dei club da parte della Federazione.

La sottoposizione delle società ai controlli stabiliti dalla Federazione è finalizzata alla verifica dell’equilibrio finanziario al fine di “di garantire il regolare svolgimento dei campionati sportivi”.

Nonostante la presenza delle normativa appena richiamata per moltissime realtà calcistiche i controlli, chissà per quale fantomatico motivo, non hanno raggiunto il loro obiettivo.

Nonostante la finalità dei controlli sia proprio quella di garantire il regolare svolgimento dei campionati sportivi, a parer di chi scrive, per anni si è, purtroppo, preferito consentire l’iscrizione ai campionati di società con esposizioni debitorie meritevoli di istanze di fallimento pur di raccogliere, sotto l’ala delle Leghe, i grandi bacini di utenza. Si ormai raggiunta la consapevolezza che i campionati vengono continuamente destabilizzati e falsati da vicende che, purtroppo, con il calcio giocato non hanno niente a che vedere.

Vi è più che alla Federazione è, peraltro, attribuito il potere di denuncia al Tribunale ordinario, ai sensi dell’art. 2409 c.c., nel caso di “fondato sospetto di gravi irregolarità nell’adempimento dei doveri degli amministratori e dei sindaci”.

La Covisoc è, peraltro, titolare di funzioni sia consultive che di controllo ed, in relazione a queste ultime, ad essa vengono riconosciuti una serie di poteri, tra cui quello di “richiedere alle società il deposito di dati e di documenti contabili e societari e di quanto comunque necessario per le proprie valutazioni”, nonché di “proporre al Consiglio federale parametri atti a verificare la sussitenza di corrette condizioni di gestione sotto il profilo economico-finaziario”, disponendo infine della facoltà di attivare indagini e procedimenti disciplinari nell’ambito della sua attività.

L’art. 87 Noif stabilisce, altresì, che la Covisoc può “effettuare verifiche ispettive presso le sedi delle società”, nonché “convocare i componenti del consiglio di amministrazione, del consiglio di gestione, del consiglio di sorveglianza, del collegio sindacale, i revisori, il soggetto responsabile del controllo contabile e i dirigenti delle società per esaminare la situazione amministrativa, economica, finanziaria e contabile delle società stesse”.

Se tali attività di controllo fossero state espletate, con professionalità e senza alcuna negligenza forse situazioni di questo tipo non si verificherebbe così di frequente.

Non vi è chi non si chiederebbe, infatti, come possano essere sfuggite ai citati organi di controlli delle posizioni debitorie tali da determinare fallimenti senza contare che nei confronti delle società è, altresì, previsto un obbligo di informazione alla Covisoc attraverso la messa a disposizione e il deposito di un notevole numero di documenti così come stabilito dall’art. 85 Noif.

La Covisoc, esaminata la documentazione depositata dai club e le certificazioni trasmesse dalle rispettive Leghe, è, conseguentemente, tenuta a comunicare l’esito della propria istruttoria: in caso di esito positivo, la domanda di ammissione al campionato da parte della società è da intendersi accolta, mentre per quelle risultate in difetto dei requisiti prescritti la richiesta di iscrizione dovrebbe essere rigettata.

Le attuali condizioni del calcio italiano fanno pensare che l’operato della Covisoc non venga svolto secondo i criteri affidatele.

Avv. Cristian Zambrini

Pubblicità

 

 

magiada1

 

 

ediltrulli

 

 

       

Per la tua pubblicità su questo sito

Omnibus Italia srl

393 2667877